Don SoccolIl Signore ieri, 2 agosto, ha chiamato a sé in maniera improvvisa, durante una giornata di ricreazione in montagna, don Francesco Soccol, parroco di Belluno-Cavarzano e di Belluno-Sargnano e vicario foraneo di Belluno. Affidiamo don Francesco a Cristo, buon Pastore, e nella preghiera, segnata dal dolore e dalla speranza, ricordiamo anche il fratello don Giorgio e la sorella Paola. Don Francesco, dopo l'attesa di oggi e domani nella chiesa di San Rocco in Auronzo, la sera di venerdì 4 sarà nella chiesa parrocchiale di Cavarzano dove alle 20.30 ci sarà la veglia di preghiera. Le esequie verranno celebrate nella Cattedrale di Belluno sabato 5 agosto, alle ore 10. Nel pomeriggio, alle ore 14.30 nella chiesa di Taibon Agordino ci sarà il rito di commiato al quale farà seguito la sepoltura nel locale cimitero. «Don Francesco, un fratello, un amico, un padre spirituale per tutti». Così il Vescovo di Belluno-Feltre Renato Marangoni ricorda don Soccol. «Era un uomo di incontro – prosegue il Vescovo –non c’è persona venuta in contatto con lui che non ne abbia percepito l’accoglienza, nello stile della pastorale che ci sta consegnando papa Francesco».

Lamon cinquantesimo sacerdozio 3Lo scorso 29 giugno la comunità lamonese si è riunita come ogni anno e questa volta non solo per festeggiare la ricorrenza del patrono, san Pietro apostolo, ma anche per ricordare il cinquantesimo anniversario di ordinazione dei sacerdoti diocesani ordinati nel 1967. Il 28 giugno - e proprio nel duomo del Sacro Cuore - erano stati ordinati don Liviano Bernardi, don Pasquale Campigotto, attuale parroco di Seren, don Giorgio Pante, attualmente parroco di Villapaiera - Nemeggio e don Elio Fent (già cappellano di Lamon dal 1967 al 1970 e ora defunto). Nello stesso giorno venivano ordinati sacerdoti nella Cattedrale di Belluno don Paolo Cavallini, attuale parroco di Salce e don Gigetto De Bortoli, presidente del Centro italiano di solidarietà (Ceis) di Belluno. Don Pierluigi Larese, assistente religioso all’ospedale di Pieve di Cadore, veniva ordinato ad Auronzo il successivo mese di dicembre. Si è unito alla celebrazione il lamonese don Giuliano Todesco, missionario in Brasile che ha ricordato i 60 anni di sacerdozio e don Luciano Todesco i 10 anni. Altri sacerdoti si sono uniti a noi in segno di riconoscenza e di amicizia. È stata festeggiata inoltre suor Annamaria superiora della comunità delle suore di Maria Bambina, per i 50 anni di professione religiosa, e madre Maria Melchioretto, canossiana lamonese per i 60 anni. Nella chiesa hanno trovato posto fedeli delle parrocchie di Lamon e Sovramonte, e molti venuti da fuori, parenti e amici dei festeggiati; oltre alle autorità come il sindaco di Lamon Ornella Noventa, di Sovramonte Federico Dalla Torre, e di Feltre Paolo Perenzin. La celebrazione (nella foto, © Ugo Poletti), ben preparata e accompagnata dal coro parrocchiale con canti intonati alla circostanza e ben eseguiti, è stata presieduta dal Vescovo Renato Marangoni che ha espresso riconoscenza per l’attività pastorale svolta in questi anni dai festeggiati e apprezzamento per la terra lamonese così ricca di vocazioni sacerdotali e religiose.

Vittorio Dalla Cort 3Giovedì 6 luglio 2017, all’alba, è spirato presso la Casa di riposo «Padre Kolbe» di Pedavena, dov’era ricoverato da alcuni mesi, il diacono permanente Vittorio Dalla Cort. Nato a Sovramonte il 5 settembre 1947, mentre la mamma era all’alpeggio con le mucche, era poi vissuto sempre a Santa Giustina con la sua famiglia. Da ragazzo era entrato in seminario con i padri Guanelliani, ma poi aveva lasciato gli studi per dedicarsi al lavoro. Ha vissuto anche l’esperienza dell’emigrante nei cantieri italiani in Iraq finché non è stato colpito dalla malattia che l’ha obbligato a un lavoro più leggero come portinaio alla Ceramica Dolomite di Trichiana. La malattia ai reni l’ha costretto alla dialisi per tredici anni. Negli ultimi anni, le sue condizioni di salute sono comunque peggiorate sempre più obbligandolo a una vita in carrozzella. Dopo la morte della sorella Faustina che viveva con lui, ha scelto il ricovero presso la casa di riposo per sacerdoti, religiosi e diaconi. Negli anni di malattia ha voluto approfondire le sue conoscenze di fede frequentando prima la Scuola di formazione teologica di Feltre e poi l’Istituto di scienze religiose a Belluno. Su invito del parroco don Sergio Dalla Rosa si è preparato al diaconato permanente, ricevendo l’ordinazione dal vescovo Giuseppe Andrich il 7 ottobre 2005. Ha svolto un prezioso servizio nella sua parrocchia di Santa Giustina (impegnato nelle associazioni, come le Acli e l'Azione cattolica, nella Caritas parrocchiale, nell'associazione «Iqbal» e nel servizio quotidiano in canonica) per diversi anni e poi si è trasferito per qualche anno a San Vittore, finché le forze lo hanno sostenuto. I funerali si sono tenuti sabato 8 luglio alle 10 nella chiesa di santa Giustina, presieduti dal Vescovo emerito Giuseppe Andrich e concelebrati da 30 sacerdoti; assistevano il Vescovo tutti i componenti della comunità diaconale di Belluno-Feltre.

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