16 09 27 don Luigi Del Favero Bernard Haering 3

 

 

Una vocazione, quella di Bernard Haering, che esce dalla Baviera cattolica del secolo scorso, pura come un torrente sgorgato da un nevaio; e che nel suo percorso ha saputo attraversare coerente a se stessa il secolo breve e le sue contraddizioni. È una pennellata, questa, dell’ampio ritratto proposto, in Seminario a Belluno, agli studenti dell’Istituto superiore di scienze religiose e a chi ha voluto intervenire martedì scorso, 27 settembre, da don Luigi Del Favero: al grande moralista del ventesimo secolo è stata dedicata la prima delle quattro conferenze del ciclo «Sulle spalle dei giganti: Uomini di Dio nostri contemporanei».
I cenni biografici hanno fatto rivivere la figura di una famiglia numerosa, con molte vocazioni sacerdotali e religiose, capace di reagire al nazismo come un antibiotico alla malattia. Arruolato suo malgrado, il giovane Haring, già religioso e sacerdote, fu destinato alla Russia e visse l’assedio e la disfatta di Stalingrado. Studente a Roma, attento alla vita pastorale delle borgate, partecipò come «perito» al Concilio Vaticano II e intervenne nella redazione, soprattutto, di Gaudium et spes. Dopo il Concilio, ne divenne l’apostolo in tutti i continenti, con pubblicazioni di spessore e di successo, senza trascurare i mass media: i lettori di «Famiglia cristiana» aspettavano sulle pagine del settimanale la sua rubrica, di cui fu fedele estensore.
Tre sono i libri che hanno scandito la vita di padre Bernard Haering. Nel 1954, ben prima del Concilio, esce «La legge di Cristo», in tre volumi, non rivoluzionari per i contenuti, divisi in tre temi: sequela, carità, regno di Dio, con l’appendice della vocazione ma per il metodo. Tutta la morale del cristiano era esposta nello schema chiamata-risposta. La teologia ufficiale, negli anni in cui ancora non si parlava nemmeno di un Concilio, aveva guardato quest’opera con sufficienza, quasi un’opera da leggere per la devozione personale.
Nel 1967, a due anni dalla Conclusione del Concilio, esce «Shalom», pubblicato in edizione economica dalle Paoline, fu letto e apprezzato soprattutto dai confessori, che si trovarono ben più a loro agio nella veste, proposta da Haering, di celebranti di un sacramento piuttosto che, come si diceva allora, di giudici. È l’opera che più esprime l’Haering religioso redentorista e la sua affinità con il fondatore, sant’Alfonso Maria de’ Liguori.
L’opera matura è «Liberi e fedeli in Cristo», che uscì dal 1978 al 1981. Esposizione organica e sistematica di tutta la teologia morale, presenta già nell’indice l’esposizione di un atteggiamento rinnovato: appaiono i temi della coscienza, la libertà, l’opzione fondamentale fino ai temi della pace, della non violenza, dell’ecologia, non contemplati, per lo più, dalla morale precedente, sintonizzata sui comportamenti del singolo. E si intravvede la bioetica, che Haring chiamava “etica medica” e che venne da lui insegnata a Washington nella prima cattedra universitaria dedicata a questi argomenti.
Nella sua vita, padre Haring è stato il bersaglio di molte critiche: la teologia scientifica gli ha rimproverato un quadro filosofico di riferimento sfuocato se non eclettico; molti suoi lettori gli hanno rinfacciato la fondazione della morale su una base teologica, proprio nel momento storico in cui la cultura occidentale stava prendendo congedo dalla religione. A questo fuoco incrociato ha risposto con la vita l’umile figura del padre, che esce dalla storia a testa alta, come un esploratore cui il cartografo può rimproverare il dettaglio, ma non la direzione, di un percorso sconosciuto e finalmente aperto. Haering ha comunque delimitato il terreno comune ai credenti di tutte le religioni e ai non credenti per la fondazione della morale. Ed è il campo della coscienza: nella fedeltà alla coscienza, come si legge in Gaudium et spes 16, i cristiani «si uniscono agli altri uomini per cercare la verità e per risolvere secondo verità numerosi problemi morali, che sorgono tanto nella vita privata quanto in quella sociale». Gaudium et spes 16 è citata in Amoris laetitia; e infatti l’eco più bella del pensiero di Haering si ripropone come il tema in una fuga bachiana nel magistero di papa Francesco. A mo’ di esempio, padre Haering diceva spesso: «è inutile cercare frutti di conversione dove non si è seminata la gioia del Vangelo», cioè, Evangelii gaudium.

Il prossimo incontro per «Sulle spalle dei giganti. Uomini di Dio nostri contemporanei» sarà il 20 ottobre in Seminario, con don Sandro Panizzolo a far rivivere la figura e l'opera di don Luigi Sartori: Panizzolo è stato discepolo di monsignor Sartori nel Seminario di Padova.

Centro Papa Luciani incontro aggiornamento sacerdoti ricreazione in cortileDa alcuni anni il Centro «Papa Luciani» propone il cammino degli Esercizi spirituali nella vita ordinaria (Evo) che sono un percorso di approfondimento della propria fede che porta a riordinare la propria vita in base ai valori e allo stile di Cristo, attraverso il dialogo con il Signore a partire dalle Scritture e dalle esperienze quotidiane, secondo la pedagogia proposta da sant’Ignazio di Loyola. Il cammino si svolge nell’arco di un paio d’anni (esclusi i periodi estivi) e si basa su: gli incontri di gruppo (ogni quindici giorni), la sosta personale quotidiana, gli incontri con la guida spirituale. In preparazione al nuovo biennio il Centro di spiritualità e cultura «Papa Luciani» con don Francesco De Luca propone i seguenti incontri mensili di formazione alla preghiera, il giovedì sera dalle 20.30 alle 22 nelle seguenti date: 13 ottobre - Desiderio e accoglienza; 17 novembre - Vedere; 14-16 dicembre - Esercizi d’avvento; 12 gennaio - Ascoltare; 16 febbraio - Toccare; 14-17 marzo - Esercizi di quaresima; 6 aprile - Sentire il profumo; 11 maggio - Gustare. Gli incontri sono aperti a coloro che desiderano approfondire la propria relazione con Dio nella preghiera.

marina corradi 3La giornalista e scrittrice Marina Corradi sarà a Belluno il prossimo giovedì 6 ottobre alle ore 20.30, presso la sala «Muccin» del Centro congressi «Giovanni XXIII» in piazza Piloni, per un intervento pubblico sul tema «La bellezza dei volti della misericordia nelle persone che ho incontrato». Dopo aver operato come cronista al quotidiano del pomeriggio «La notte» di Milano, ha scritto anche per «Repubblica» e scrive per «Avvenire», in qualità di inviato. Ha ricevuto il premio «Dino Buzzati» della provincia di Milano, dove vive e, nel 2007, i premi Ucsi e «Saint Vincent». è sposata e ha tre figli. Ha pubblicato molti libri; «Con occhi di bambina» (marzo 2016) raccoglie 78 flashback di quando veniva in Cadore, da piccola, con la sua famiglia. Ha scritto anche un testo teatrale su Etty Hillesum, olandese di origine ebraica, morta ad Auschwitz il 30 novembre 1943. Spontanea e profonda, racconta le sue esperienze quotidiane di incontro con le persone e le situazioni facendo di ogni occasione l’oggetto di una riflessione, acuta e mai pesante, per tutti un arricchimento. Nel corso della sua attività, la Corradi ha potuto entrare in contatto con madre Teresa di Calcutta (ora santa), con il cardinale Ersilio Tonini e con altri meno noti che sono testimoni di misericordia con una vita spesa per gli altri, specialmente per i più poveri spiritualmente e materialmente. La serata bellunese è organizzata dall’Ufficio per l’educazione, la scuola e l’università, dall’Aimc (Associazione italiana maestri cattolici), dall’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) e dalla Fism (Federazione italiana scuole materne).

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