Lamon ordinazione sacerdotale fra Fabio Roana 28Il vescovo Renato Marangoni ha ordinato sacerdote sabato 3 settembre scorso fra Fabio Roana, un giovane lamonese, originario di Rugna, che dall’anno scorso ha vestito l’abito carmelitano professando per sempre i voti di povertà, castità e obbedienza nei figli spirituali di san Giovanni della Croce e di santa Teresa d’Avila. Nella celebrazione dell’ordinazione, in un Duomo riempito oltre che dai lamonesi anche da amici di fra Fabio arrivati dalle città in cui ha svolto il suo noviziato e gli anni di formazione, ha preso la parola l’arciprete di Lamon, monsignor Liviano Bernardi, per ricordare come fra Fabio sia il dodicesimo sacerdote vivente originario dall’altopiano: una lunga catena di vocazioni che comincia dal rosminiano Giovanni Benvenuti, il più anziano, fino a fra Fabio. Nell’omelia, il vescovo Renato ha detto: «Il dono dell’ordinazione presbiterale provoca in noi – in noi che vogliamo ogni giorno ricominciare a essere discepoli – il coraggio dell’amore feriale». Fra Fabio, prima dell’ingresso in religione, si è laureato in lettere moderne all’università di Padova e ha insegnato religione alle elementari di Lamon; ha assunto il nome religioso di fra Fabio di Maria della croce, per rendere noto il ruolo che attribuisce nella sua vocazione all’intercessione di Maria santissima. Ha professato i voti solenni a Brescia; il padre provinciale dei carmelitani, fra Tiberio Scorrano, ha annunciato che fra Fabio sarà destinato allo studio della teologia spirituale a Brescia.

Monsignor Renzo Marinello 4È morto la notte tra giovedì 1 e venerdì 2 settembre all’ospedale di Pieve di Cadore monsignor Renzo Marinello, arcidiacono emerito del Cadore. Era stato ricoverato alla metà del mese di agosto per un episodio di debilitazione che si è poi aggravato.
Monsignor Marinello era nato a Valle di Cadore il 3 novembre 1930. Ordinato sacerdote nel 1955 dal vescovo Gioacchino Muccin, era stato dapprima vicario cooperatore a Pieve di Zoldo, fino al 1959, e quindi a Borca di Cadore, nel 1962. La prima nomina a parroco lo portò in Comelico nel 1962, a Dosoledo, dove esercitò il ministero fino alla nomina di pievano a Domegge (1967-1979) e quindi ad arciprete di Longarone, in una comunità che portava ancora le cicatrici del Vajont, ancora priva di una chiesa parrocchiale definitiva. Don Marinello completò le opere parrocchiali, con le aule per il catechismo, la canonica, la sala teatro; guidò la comunità alla dedicazione della chiesa del Michelucci nel 1983. Monsignor Marinello fu nominato arcidiacono e pievano di Pieve di Cadore dal vescovo Maffeo Ducoli nel 1993 ed ebbe la gioia di ricevere, assieme al vescovo Pietro Brollo, Giovanni Paolo II in piazza Tiziano per l’Angelus del 21 luglio 1996, dopo averlo ricevuto nel luglio 1987 al Cimitero delle Vittime di Fortogna.
Completano un ministero lungo e poliedrico l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, con piglio e capacità da vero pedagogo, lo studio, la lettura, mille interessi coltivati con passione, dalla musica alla storia. I funerali saranno celebrati lunedì 5 settembre alle 15 a Pieve di Cadore.

TerremotoIn conseguenza al sisma che la mattina del 24 agosto ha colpito il centro Italia, la Presidenza della Conferenza episcopale italiana ha disposto l’immediato stanziamento di 1 milione di euro dai fondi dell’otto per mille per far fronte alle prime urgenze e ai bisogni essenziali.
La Chiesa che è in Italia si è raccolta in preghiera per tutte le vittime ed esprime fraterna vicinanza alle popolazioni coinvolte in questo drammatico evento. Le diocesi, la rete delle parrocchie, degli istituti religiosi e delle aggregazioni laicali sono state invitate ad alleviare le difficili condizioni in cui le persone sono costrette a vivere. A tale scopo, la Presidenza della Cei ha già indetto una colletta nazionale, da tenersi in tutte le chiese italiane domenica 18 settembre, in concomitanza con il 26esimo Congresso eucaristico nazionale di Genova, come frutto della carità che da esso deriva e di partecipazione di tutti ai bisogni concreti delle popolazioni colpite. Anche la Caritas diocesana di Belluno-Feltre, accogliendo l’appello dei Vescovi italiani, rilancia l’appello alla condivisione. È stata aperta una sottoscrizione a cui si può aderire con un contributo in denaro nelle modalità che seguono: sul conto corrente postale che ha per Iban IT57 K 07601 11900 000037921327, intestato a «Diocesi Belluno-Feltre, Caritas diocesana» oppure in banca, sui due conti che hanno per Iban IT10 C02008 11910 000003490760 (Unicredit banca) o IT33 T03359 01600 100000143821 (Banca Prossima), intestati a «Diocesi di Belluno-Feltre, Caritas diocesana». La causale che è obbligatorio specificare è «Colletta terremoto Centro Italia». I contributi possono essere fatti pervenire anche nelle parrocchie o nella sede Caritas, al terzo piano del Centro diocesano «Giovanni XXIII» in piazza Piloni 11 a Belluno (apertura dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12).

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