image22Qualcuno dice che il camposcuola invernale di San Marco sia un bel modo per festeggiare capodanno. Certo, ma c'è di più.
Alcuni pensano che il camposcuola estivo sia l'ultima “festa” delle vacanze, ma non è solo questo.
Altri credono che San Marco sia un luogo dove conoscere persone nuove, confrontarsi e divertirsi. Ma non basta.

 

Durante i campi si ha l'occasione di vivere un'esperienza forte di comunione con tutti gli altri abitanti della Villa Gregoriana: Emilietta ed i volontari, che si occupano della casa e aiutano i disabili, che con le famiglie ospiti popolano e ravvivano la casa.Gli animatori propongono attività di riflessione personale, di gruppo, di preghiera e di gioco, che in un'atmosfera come questa rendono il campo un'esperienza che lascia il segno per tutta la vita. Ne sono testimoni tutti i “ragazzi”, giovani e meno giovani, che portano nel cuore il ricordo dei giorni passati fra questi splendidi monti.

Immagine_123Il campo invernale si svolge ogni anno da Santo Stefano a Capodanno. La notte di San Silvestro è illuminata dagli spettacoli inscenati dai ragazzi e dalle ragazze come vicendevole dono ed augurio di Buon Anno. La neve che avvolge la casa impreziosisce e rende più divertenti i giorni passati assieme.

Il campo estivo si svolge all’inizio di settembre ed è un’ottima occasione per vivere intensamente gli ultimi giorni prima del ritorno alla quotidianità. La bella stagione rende ancora più piacevole godere dell’ambiente che circonda la Villa; anche chi non ama le escursioni rimane colpito dalla bellezza delle gite in montagna, non solo per i panorami mozzafiato, ma anche per l’affiatamento che l’esperienza crea in tutto il gruppo. Seduti attorno al fuoco, osservando il cielo stellato, sentiamo più forte lo Spirito che ci unisce.
I tornei di calcio e pallavolo in estate e di broomball d’inverno animano i pomeriggi, pur lasciando la posimage2sibilità, a chi volesse, di studiare, suonare e socializzare. Dopo cena tutti i ragazzi sono coinvolti nelle serate di svago proposte dagli animatori.
Ogni giorno viene proposta una riflessione, riportata nel libretto del campo, su cui si incentra il dialogo ed il confronto nei gruppi. Gli animatori stimolano la discussione, favorendo innanzitutto l’emergere delle idee di ognuno.

Ai momenti di preghiera personale si affiancano quelli di preghiera comunitaria: le Lodi mattutine e l’Eucarestia. Anche queste occasioni sono rese ancora più significative dallo spirito con cui vengono vissute.

Il tempo per annoiarsi sicuramente non c’è, ma non manca neanche il tempo libero: il campo è un’esperienza unica non solo per le attività che si fanno, ma anche per il clima che si respira seduti a chiacchierare con gli altri del più e del meno.

Se queste parole non sono riuscite a farti comprendere cos’è San Marco, l’affetto con cui ne parlano coloro che ci sono stati dovrebbe riuscirci.