«Un’oasi di tempo in cui sperimentare di essere una ‘‘comunità’’ che si guarda in volto, si lascia abbellire dalla gioia del Vangelo (Evangelii gaudium), si aiuta a riprendere il cammino con fiducia, assume i tratti della misericordia». Questa la definizione che il Consiglio pastorale diocesano di Belluno-Feltre ha dato dei «Giorni dello Spirito e di comunità», in calendario per l’inizio della Quaresima, dall’1 al 4 marzo prossimi. I «Giorni dello Spirito e di comunità» iniziano con il rito delle Ceneri, mercoledì 1 marzo, e proseguono con tre serate: giovedì 2 marzo, venerdì 3, sabato 4.

IN TUTTE LE PARROCCHIE

Da giovedì 2, le 158 parrocchie della diocesi (o le parrocchie sorelle assieme) si riuniranno in un momento di ascolto, di ascolto e ripresa di una testimonianza, di convivialità. L’orario di inizio e di durata sarà determinato tenendo conto dell’insieme della proposta e delle possibilità reali per le persone. «Non ci si scoraggi - scrive la traccia consegnata dal Vescovo Renato - a proporre un’esperienza nuova, libera e aperta: libera, in quanto le persone che parteciperanno è bene che aderiscano senza pressioni, ma invitate e motivate dal fatto di ritrovarsi in comunità e nel segno della fraternità; aperta, perché può partecipare chiunque si sente invitato e perché ognuno può scegliere di partecipare a qualsiasi dei tre atti: può venire quando è libero o nel momento che ritiene più adeguato».

I TRE ATTI DELLA PROPOSTA

Quali sono i «tre atti» di cui scrive il Vescovo? Il primo atto è l’ascolto della parola e la preghiera. «Come sede, è da preferire il luogo ordinario della celebrazione dell’Eucaristia: la chiesa parrocchiale o la cappella o la chiesa frazionale». Non si tratta, però, di una celebrazione strettamente liturgica, ma di un tempo da vivere nel raccoglimento per ascoltare la Parola prevista dalla liturgia del giorno (prima lettura, salmo responsoriale e Vangelo), ritmati da silenzio e preghiera comunitaria.

SECONDO ATTO: LA CONVIVIALITA'

«Condividere il pasto o una merenda serale - con semplicità e nella gioia dello stare insieme - dà un’atmosfera di famiglia e comunità». Il secondo atto può essere collocato nel mezzo dell’esperienza, ma può diventare ‘‘il terzo’’: la scelta sta alle singole comunità e dipende dagli orari che si scelgono e da come si intende impostare la serata. «Sarebbe molto significativo - continua la traccia distribuita per la preparazione ai Giorni dello Spirito - che in una di queste condivisioni del pasto si invitasse qualche persona sola o bisognosa».

TERZO ATTO: LA CONDIVISIONE

Lo sviluppo di questo terzo atto prevede un saluto di accoglienza all’inizio, tenuto conto che alcune persone possono essere giunte per questo momento e non aver partecipato agli altri. Può essere il parroco a dare il saluto, o un suo rappresentante.
è opportuno che poi prenda la parola chi è incaricato di condurre questo momento: si tratta di un facilitatore o di un moderatore, ossia di una persona che sa favorire il confronto e la conversazione tra i partecipanti e che possa tenere il filo del discorso. Dopo la proiezione dei video, il facilitatore o moderatore dà inizio agli interventi dei presenti, chiedendo che siano brevi e suggeriti dall’intendo di condividere insieme e di aiutarsi e arricchirsi con il vicendevole ascolto. è importante avvertire in partenza di non interrompere le persone che stanno parlando, di evitare domande importune, di far tesoro di quello che ciascuno dice o racconta.
Questo primo momento di  ascolto e conversazione dovrebbe permetter a tutti di esprimere una propria risonanza da accogliere come un dono. Il facilitatore-moderatore cercherà di incoraggiare in questo senso la conversazione; è opportuno che lui per primo non faccia discorsi lunghi. Infatti, solo dopo che a tutti è stata data la possibilità di esprimersi, si può dare la parola a chi ha già parlato una volta per un ulteriore breve apporto.
Solo a questo punto il facilitatore/moderatore può invitare le persone a formulare eventuali suggerimenti di attenzioni da avere e curare in comunità o di qualche eventuale proposta. è sufficiente raccogliere tutto questo e riservarsi di portarlo e consegnarlo al Consiglio pastorale e al parroco per un eventuale approfondimento e considerazione.

UN ESERCIZIO DI DISCERNIMENTO

Con questi passaggi, questo atto di condivisione può considerarsi compiuto. Infatti non vuole arrivare a conclusioni o decisioni, ma l’atto di condivisione dei propri pensieri come esercizio iniziale di discernimento. Occorre che il moderatore/facilitatore rilevi positivamente questa finalità ed evidenzi che ciascuno tragga frutto da quanto insieme condiviso. Alla fine, si può concludere con la preghiera di Gesù, il Padre nostro, oppure con un canto di lode e di ringraziamento, quale ad esempio il Magnificat.
La terza serata, sabato 4 marzo, potrebbe essere tutta dedicata alla valutazione dell’esperienza; per questo si prevede che la provocazione sia data dal video del Vescovo Renato.

CHI INVITARE

L’invito alle tre serate, o a ciascuno dei momenti delle tre serate, è aperto. «Non ci sono affatto primi posti o posti riservati: anche questo è importante da manifestare, affinché ognuno si senta accolto». L’invito è a cerchi concentrici: «chi fa parte dei Consigli pastorali, dei Consigli parrocchiali per gli affari economici, quanti operano nella catechesi, nella liturgia, nella carità e nelle altre forme di animazione e di accompagnamento. è bello pensare che tutti coloro che si sentono parte viva della parrocchia - senza pregiudizio per chi non può aderirvi - possano ritrovarsi in questo simbolico passaggio dell’inizio della Quaresima».

LA PREPARAZIONE

Si sono svolte in varie località della diocesi (in Seminario a Feltre, in parrocchia a Belluno-Cavarzano...) incontri con alcuni delegati parrocchiali, tenuti dal Vescovo e da don Davide Fiocco. Le persone invitate sono state scelte tra quelle non stra-impegnate in parrocchia; molti sono stati giovani adulti, padri e madri di famiglia, tra i 30 e i 45 anni.

LA COMUNICAZIONE

Per una comunicazione efficace, il primo annuncio dell’iniziativa sarà dato al termine delle celebrazioni domenicali di domenica 19 febbraio. Con gli avvisi parrocchiali di domenica 26 febbraio sarà riproposto l’invito. Al termine di ogni celebrazione con il rito delle ceneri, mercoledì 1 marzo, si inviterà la comunità a partecipare ai giorni dello Spirito: è opportuno che l’invito, non prolisso, sia fatto da una delle persone che sono state incaricate di partecipare agli incontri di preparazione. I «Giorni dello Spirito e di comunità», come già detto, sono il 2, 3, 4 marzo. Domenica 5 marzo, prima di Quaresima, si potrà fare una comunicazione alla fine delle Sante Messe domenicali per comunicare positivamente l’esperienza.