Il mio augurio in questo Natale 2016 porta con sé l’esitazione degli inizi. Sono trascorsi otto mesi da quando sono giunto come vescovo di questa Chiesa di Belluno-Feltre. Si tratta per me della prima celebrazione della nascita di Gesù Cristo qui in queste “terre alte”. Anche Betlemme è in una zona montuosa, così è raccontato nei vangeli. Raggiungerla ha richiesto un viaggio per Giuseppe e per Maria.
Salire e scendere è una parabola della vita, per tutti.
Mi piace augurare “buon cammino”, perché il Natale offre strade da salire e da discendere. Può diventare un percorso da iniziare o da riprendere e lungo cui rialzarsi e fare passi insieme.
È un di più e un oltre di vita da cercare, da accogliere, da condividere, per cui sperare e di cui gioire…
Lo auguro a ciascuno, uomo e donna, persona giovane o adulta o anziana che sia, per tutte le situazioni di vita.
Vorrei particolarmente raggiungere chi è venuto da lontano con delle lacerazioni nel cuore e alla ricerca di un futuro migliore.
Inoltre il mio pensiero di fraternità e di preghiera va alle comunità cristiane con i loro pastori, incoraggiandole a far nascere germogli di fiducia ovunque.
Per ogni sofferenza e solitudine mi immagino un abbraccio di tenerezza.
A quanti hanno responsabilità nella Società civile e nelle Istituzioni consegno da parte di questa nostra Chiesa un pensiero di giustizia e di pace.
Otto giorni dopo il Natale, a Capodanno, ricorre il 50esimo della Giornata mondiale della Pace: tutti siamo invitati al Cammino della Pace, a partire da Piazza Martiri di Belluno fino alla Cattedrale, con inizio alle ore 17.
Fraternamente,

+ Renato, Vescovo