Pubblichiamo la lettera alla diocesi dei giovani partecipanti alla Giornata mondiale della gioventù a Cracovia, controfirmata dal Vescovo Renato:

Siamo i giovani di Belluno-Feltre (e dintorni...) che hanno accolto l'invito alla Gmg di Cracovia, tramite il pellegrinaggio diocesano.
Vorremmo raccontare, condividere, trasmettere quello che abbiamo vissuto durante la nostra sorprendente avventura. Ci sembra importante che la nostra non sia un’esperienza fine a se stessa, ma che possa essere utile anche per le nostre comunità e per coloro che, pur rimanendo a casa, ci hanno accompagnato, chi per fede, chi per curiosità.
Siamo partiti da Belluno in quasi 150. Un piccolo gruppetto ci attendeva già a destinazione dopo aver trascorso un’intensa settimana di gemellaggio a Szczurowa. Inizialmente ad accompagnarci c’erano i timori, le paure. Non sapevamo bene a cosa andavamo incontro, non conoscevamo i nostri compagni di viaggio, potevamo non riuscire a essere accettati dal gruppo, non sentirci all'altezza degli altri e a Cracovia incontrare uno stile di vita molto diverso dal nostro. Il nostro rapporto con la fede era, a volte, disilluso e i recenti atti di terrorismo non aumentavano di certo le nostre sicurezze.
Tutte queste preoccupazioni però si sono dissolte grazie a quanto abbiamo vissuto in quei giorni.
Si è creata, fin da subito, tra di noi, un’atmosfera di amicizia, apertura, rispetto, voglia di conoscersi e aiutarsi.
In Polonia - in particolare nella Parrocchia della Madonna di Czestochowa a Brzesko-Slotwina, a 60 km da Cracovia - siamo stati accolti da famiglie disponibili che si sono adeguate ai nostri orari impossibili, alle difficoltà comunicative, alle abitudini alimentari dandoci subito prova tangibile della misericordia e colpendoci per la grande devozione, soprattutto verso Maria. Vivere con queste persone ci ha insegnato che si possono avere a cuore gli altri anche prima di conoscerli.
Lo stesso clima di incontro e condivisione si è respirato nei momenti comunitari, nelle catechesi e per le strade di Cracovia affollate da centinaia di migliaia di giovani, di moltissime culture diverse, accumunati da una carica di entusiasmo e dalla convinzione di essere parte di qualcosa di più grande… non siamo soli!
Non è mancata l’occasione per visitare il campo di concentramento di Auschwitz dove abbiamo visto quanto l’uomo può costruire il male, dove abbiamo compreso che se si convince un popolo che un altro sia suo nemico tutto diventa lecito, dove abbiamo capito l’importanza di tenere viva la memoria affinché non si ripetano orrori simili.
Durante la settimana, molti sono stati gli spunti da cui ognuno poteva cogliere qualcosa. Le parole del Papa sono state fondamentali ma anche le testimonianze e la catechesi del vescovo Francesco di Bergamo.
Ci siamo sentiti invitati a coltivare una speranza e un sogno per un futuro migliore, per una felicità vera, diversi da quelli solitamente proposti. Ci è stato chiesto di non essere giovani pensionati noiosi che annoiano gli altri, paralizzati dal senso di colpa, dall’inadeguatezza, dalla paura della fatica, del dolore, della delusione, ma di dare il meglio di noi e non quello che ci avanza. Siamo stati spronati, ad avere pazienza (l’esercizio più bello della speranza e della fiducia) e a tendere la mano all’altro anche se ciò comporta un rischio perché la misericordia è forza ed è la marcia in più.
Abbiamo compreso che nell’accoglienza dell’emarginato e del peccatore si gioca la nostra credibilità di cristiani.
Abbiamo avuto la conferma che la risposta a questo mondo in guerra si chiama fraternità, fratellanza, comunione e famiglia e noi giovani dobbiamo insegnare agli adulti che è più facile creare ponti che innalzare muri.
Dio è nostro tifoso, ci ama più di noi stessi, non si ferma al male del passato ma investe sul nostro futuro.
Il fulcro della settimana è sicuramente stato la veglia del sabato sera, con l’adorazione al Santissimo e il silenzio carico delle nostre preghiere e intenzioni. Ci siamo sentiti parte del grande disegno di Dio. In quella moltitudine, quasi due milioni di candele rischiaravano i nostri volti e i nostri cuori. Senza la luce di ognuno di noi il disegno non sarebbe stato lo stesso.
A noi, ora, il compito di portare nella nostra casa e nella nostra comunità la misericordia e la semplicità con cui abbiamo vissuto la fede durante la settimana di Gmg seguendo l’invito di papa Francesco:«la gioia che gratuitamente avete ricevuto da Dio, per favore, gratuitamente donatela!».
A voi l’incarico di accoglierla!

Insieme ai nostri sogni, «Il Signore benedica i vostri sogni!».

I giovani della Gmg della diocesi di Belluno-Feltre
+ Renato, vescovo

P.S.: Molte delle parole che abbiamo usato le abbiamo rubate a papa Francesco, anche senza virgolette. Siamo sicuri che lui non se ne avrà a male... Ormai queste parole sono diventate anche le nostre!

Messaggio del Vescovo per la Giornata del Seminario (solennità dell'Assunzione di Maria al cielo, 15 agosto)

Al cuore del periodo estivo e nel contesto di una festa mariana molto sentita - il 15 agosto - la diocesi di Belluno-Feltre guarda al Seminario diocesano con sentimenti di affetto e si coinvolge con un gesto di sostegno. In quest’anno ancora di più, anche se con una certa apprensione: il 21 maggio scorso è stato ordinato prete un solo nostro seminarista e dopo di lui - con uno stacco di alcuni anni - qualche altro giovane sta guardando con interesse e con disponibilità a esso.

Il Seminario non è solo un luogo e un edificio, ma è una diocesi che vive e si proietta nel futuro, è memoria viva di crescita e di formazione di tanti preti, è un’esperienza dove si cerca e si accoglie come un dono la propria vocazione. Le modalità e le forme con cui questa esperienza si concretizza sono cambiate negli anni con le persone che l’hanno frequentata, ma questa esperienza resta nella sua sostanza e nel suo intento di fondo.

Invito tutte le comunità ecclesiali a donare la propria preghiera affinché questa esperienza formativa sia all’altezza di questo nostro tempo e sappia intrecciare il sogno di Dio con i sogni dei giovani che si rendono disponibili a essa. Papa Francesco, a Cracovia, ha invitato le nuove generazioni a lasciare la loro impronta nella storia e a non svendere il proprio futuro.

Pregheremo, dunque, perché ci sia un futuro di preti per la nostra Chiesa di Belluno-Feltre. Accanto alla preghiera, invito tutte le comunità a dare sostegno economico al nostro Seminario perché - anche in questo fondamentale aspetto - esso possa attivarsi per il bene dei giovani che il Signore chiamerà a questa esperienza. Facciamolo con gratitudine e con fiducia, ponendo così un segno di incoraggiamento.

Nella memoria del santo Curato d’Ars, 4 agosto 2016
                                + Renato, vescovo

A tutte le comunità della nostra diocesi.
Un primo gruppo di giovani delle nostre parrocchie ha già iniziato il viaggio verso Cracovia in Polonia. Un secondo gruppo più consistente partirà lunedì 25 luglio. Dunque 140 giovani, accompagnati da alcuni preti e dal vescovo, vivranno con papa Francesco e con tantissimi altri di tutto il mondo l’iniziativa della Giornata mondiale dei giovani, che si concluderà domenica 31 luglio.
È un’ondata di energia e di vivacità che diventerà anche intensità di fede e di preghiera nella terra di san Giovanni Paolo II. Ci sarà tanta voglia di amicizia e di autenticità, tanta attesa di un futuro più bello per tutti. L’appuntamento che papa Francesco ha dato ai giovani ha questo tema ispirato dal Vangelo: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Mi sta a cuore sollecitare tutte le comunità parrocchiali ad accompagnare con affetto e a sostenere con la preghiera i giovani della nostra diocesi. Invito a farlo soprattutto nelle celebrazioni eucaristiche di domenica 24 e 31 luglio.
Auspico che al loro rientro le comunità possano prevedere dei momenti di ascolto delle loro testimonianze.
Grazie e sentiamoci tutti in viaggio con questi nostri giovani!
18 luglio 2016
Il vescovo Renato

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