Ai presbiteri in servizio in Diocesi e - tramite loro - alle comunità parrocchiali
Prot. n. 0126/16
Carissimi,
desidero raccogliere in questa lettera alcune scelte pastorali riguardanti le responsabilità e i servizi affidati nelle ultime settimane ad alcuni presbiteri. Vorrei però premettere e condividere alcune attenzioni a cui ho cercato di attenermi.
1. lnnanzitutto si tratta di situazioni pastorali che richiedevano una soluzione non procrastlnabile, dunque il "minimo necessario" per procedere ... Infatti non è ancora possibile per me, dopo appena quattro mesi, conoscere il complesso tessuto diocesano. Suggerisco, quindi, di tener conto di tale parzialità.
2. Una seconda attenzione riguarda la stagione che stiamo vivendo in tutto il Nordest dal punto di vista pastorale. Ci sono bisogni reali, ma anche questioni aperte e tante aspettative che però sono ancora da approfondire, prima di darsi del criteri con cui operare pastoralmente. Questo vale anche per la nostra diocesi. Tutti - presbiterio, consigli pastorali, gruppi e persone impegnate in parrocchia ... - siamo sollecitati a un'attenta osservazione dell'articolata realtà
che viviamo. Ci possiamo lasciar condurre da una domanda: lo Spirito del Signore, nel contesto odierno, quale comunità ecclesiale ci sollecita a diventare?
3. Una terza attenzione ci riporta ai quattro punti degli orientamenti pastorali per l'anno 2016-2017, già affidati alle nostre comunità. SI tratta di non restare passivi, ma di camminare nel senso e nello stile lì indicato: nella gioia del Vangelo!
Un primo gruppo di nomine riguarda l'esercizio del ministero a livello parrocchiale:
- don Attilio Zanderigo Jona è nominato parroco delle parrocchie della Cattedrale e di Loreto, dopo la rinuncia di d. Rinaldo Sommacal. Don Robert Soccal continuerà come vicario parrocchiale, accanto all'insegnamento e all'impegno diocesano nella pastorale degli universitari.
- don Fabiano Del Favero ha assunto anche le parrocchie di Frassenè e Voltago in qualità di Amministratore parrocchiale, unitamente a Gosaldo, Rivamonte Agordino e Tiser di cui è parroco, favorendo un cammino condiviso tra queste parrocchie.
- don Luca Sartori, dopo l'ordinazione presbiterale awenuta il 21 maggio scorso, presterà il suo primo servizio di vicario parrocchiale nelle parrocchie di Cavarzano e di Sargnano.
Un secondo gruppo di nomine riguarda l'esercizio del ministero a livello diocesano:
- don Francesco Sllvestri assume il compito di pro-Rettore del Seminario Gregoriano, in questo momento di passaggio, in collaborazione stretta con l'Economo del Seminario, don Christian Mosca. Mentre la responsabilità educativa nei riguardi del nostri seminaristl che si uniranno a quelli di Trento e di Bolzano-Bressanone sarà del Rettore attualmente In carica nel Seminario di Trento, don Tiziano Tech.
- don Francesco De Luca diventa Rettore del Santuario del Nevegal e seguirà la Pastorale della famiglia in diocesi, unitamente all'impegno di accompagnamento negli esercizi spirituali ignazianl a livello nazionale.
- don Davide Fiocco, conseguito il dottorato in Teologia e continuando nell'impegno in vista della beatificazione di papa Giovanni Paolo l, è nominato Direttore del Centro di cultura e spiritualità "Papa Luciani" e Delegato vescovile per la pastorale della cultura con attenzione agli enti e soggetti che operano in questo ambito.
- don Francesco Soccol, parroco di Cavarzano e Sargnano, a seguito della rinuncia di don Rinaldo Sommacal, assumerà il compito di Vicario foraneo nella forania di Belluno. In questa fase conclusiva del mandato fino al prossimo rinnovo di tutto il Collegio.
- Don Roberto De Nardin, unìtamente alla segreteria vescovile, assumerà la responsabilità della pastorale dei giovani in Diocesi.
- Don Luciano Todesco si dedicherà pienamente all'Ufficio diocesano per l'annuncio e la catechesi, ma sarà anche collaboratore pastorale nella parrocchia e nella forania di Agordo.
- Don Alessandro Colettl, vicario parrocchiale a Sedico, Bribano e Roe, coordinerà anche il servizio di pastorale vocazionale in diocesi.
Esprimo gratitudine per la pronta disponibilità che questi confratelli presbiteri hanno espresso accogliendo la proposta loro fatta. Ho potuto constatare in loro un'esigenza molto sentita di condivisione a tutti i livelli in pastorale: tra presbiteri, con gli organismi pastorali, assieme ai laici ...
Spero che possiamo efficacemente sostenerci in questo.
Esprimo un grazie particolare ai più diretti collaboratori.
Belluno, 1 settembre 2016
+ Renato, vescovo

Pubblichiamo la lettera alla diocesi dei giovani partecipanti alla Giornata mondiale della gioventù a Cracovia, controfirmata dal Vescovo Renato:

Siamo i giovani di Belluno-Feltre (e dintorni...) che hanno accolto l'invito alla Gmg di Cracovia, tramite il pellegrinaggio diocesano.
Vorremmo raccontare, condividere, trasmettere quello che abbiamo vissuto durante la nostra sorprendente avventura. Ci sembra importante che la nostra non sia un’esperienza fine a se stessa, ma che possa essere utile anche per le nostre comunità e per coloro che, pur rimanendo a casa, ci hanno accompagnato, chi per fede, chi per curiosità.
Siamo partiti da Belluno in quasi 150. Un piccolo gruppetto ci attendeva già a destinazione dopo aver trascorso un’intensa settimana di gemellaggio a Szczurowa. Inizialmente ad accompagnarci c’erano i timori, le paure. Non sapevamo bene a cosa andavamo incontro, non conoscevamo i nostri compagni di viaggio, potevamo non riuscire a essere accettati dal gruppo, non sentirci all'altezza degli altri e a Cracovia incontrare uno stile di vita molto diverso dal nostro. Il nostro rapporto con la fede era, a volte, disilluso e i recenti atti di terrorismo non aumentavano di certo le nostre sicurezze.
Tutte queste preoccupazioni però si sono dissolte grazie a quanto abbiamo vissuto in quei giorni.
Si è creata, fin da subito, tra di noi, un’atmosfera di amicizia, apertura, rispetto, voglia di conoscersi e aiutarsi.
In Polonia - in particolare nella Parrocchia della Madonna di Czestochowa a Brzesko-Slotwina, a 60 km da Cracovia - siamo stati accolti da famiglie disponibili che si sono adeguate ai nostri orari impossibili, alle difficoltà comunicative, alle abitudini alimentari dandoci subito prova tangibile della misericordia e colpendoci per la grande devozione, soprattutto verso Maria. Vivere con queste persone ci ha insegnato che si possono avere a cuore gli altri anche prima di conoscerli.
Lo stesso clima di incontro e condivisione si è respirato nei momenti comunitari, nelle catechesi e per le strade di Cracovia affollate da centinaia di migliaia di giovani, di moltissime culture diverse, accumunati da una carica di entusiasmo e dalla convinzione di essere parte di qualcosa di più grande… non siamo soli!
Non è mancata l’occasione per visitare il campo di concentramento di Auschwitz dove abbiamo visto quanto l’uomo può costruire il male, dove abbiamo compreso che se si convince un popolo che un altro sia suo nemico tutto diventa lecito, dove abbiamo capito l’importanza di tenere viva la memoria affinché non si ripetano orrori simili.
Durante la settimana, molti sono stati gli spunti da cui ognuno poteva cogliere qualcosa. Le parole del Papa sono state fondamentali ma anche le testimonianze e la catechesi del vescovo Francesco di Bergamo.
Ci siamo sentiti invitati a coltivare una speranza e un sogno per un futuro migliore, per una felicità vera, diversi da quelli solitamente proposti. Ci è stato chiesto di non essere giovani pensionati noiosi che annoiano gli altri, paralizzati dal senso di colpa, dall’inadeguatezza, dalla paura della fatica, del dolore, della delusione, ma di dare il meglio di noi e non quello che ci avanza. Siamo stati spronati, ad avere pazienza (l’esercizio più bello della speranza e della fiducia) e a tendere la mano all’altro anche se ciò comporta un rischio perché la misericordia è forza ed è la marcia in più.
Abbiamo compreso che nell’accoglienza dell’emarginato e del peccatore si gioca la nostra credibilità di cristiani.
Abbiamo avuto la conferma che la risposta a questo mondo in guerra si chiama fraternità, fratellanza, comunione e famiglia e noi giovani dobbiamo insegnare agli adulti che è più facile creare ponti che innalzare muri.
Dio è nostro tifoso, ci ama più di noi stessi, non si ferma al male del passato ma investe sul nostro futuro.
Il fulcro della settimana è sicuramente stato la veglia del sabato sera, con l’adorazione al Santissimo e il silenzio carico delle nostre preghiere e intenzioni. Ci siamo sentiti parte del grande disegno di Dio. In quella moltitudine, quasi due milioni di candele rischiaravano i nostri volti e i nostri cuori. Senza la luce di ognuno di noi il disegno non sarebbe stato lo stesso.
A noi, ora, il compito di portare nella nostra casa e nella nostra comunità la misericordia e la semplicità con cui abbiamo vissuto la fede durante la settimana di Gmg seguendo l’invito di papa Francesco:«la gioia che gratuitamente avete ricevuto da Dio, per favore, gratuitamente donatela!».
A voi l’incarico di accoglierla!

Insieme ai nostri sogni, «Il Signore benedica i vostri sogni!».

I giovani della Gmg della diocesi di Belluno-Feltre
+ Renato, vescovo

P.S.: Molte delle parole che abbiamo usato le abbiamo rubate a papa Francesco, anche senza virgolette. Siamo sicuri che lui non se ne avrà a male... Ormai queste parole sono diventate anche le nostre!

Messaggio del Vescovo per la Giornata del Seminario (solennità dell'Assunzione di Maria al cielo, 15 agosto)

Al cuore del periodo estivo e nel contesto di una festa mariana molto sentita - il 15 agosto - la diocesi di Belluno-Feltre guarda al Seminario diocesano con sentimenti di affetto e si coinvolge con un gesto di sostegno. In quest’anno ancora di più, anche se con una certa apprensione: il 21 maggio scorso è stato ordinato prete un solo nostro seminarista e dopo di lui - con uno stacco di alcuni anni - qualche altro giovane sta guardando con interesse e con disponibilità a esso.

Il Seminario non è solo un luogo e un edificio, ma è una diocesi che vive e si proietta nel futuro, è memoria viva di crescita e di formazione di tanti preti, è un’esperienza dove si cerca e si accoglie come un dono la propria vocazione. Le modalità e le forme con cui questa esperienza si concretizza sono cambiate negli anni con le persone che l’hanno frequentata, ma questa esperienza resta nella sua sostanza e nel suo intento di fondo.

Invito tutte le comunità ecclesiali a donare la propria preghiera affinché questa esperienza formativa sia all’altezza di questo nostro tempo e sappia intrecciare il sogno di Dio con i sogni dei giovani che si rendono disponibili a essa. Papa Francesco, a Cracovia, ha invitato le nuove generazioni a lasciare la loro impronta nella storia e a non svendere il proprio futuro.

Pregheremo, dunque, perché ci sia un futuro di preti per la nostra Chiesa di Belluno-Feltre. Accanto alla preghiera, invito tutte le comunità a dare sostegno economico al nostro Seminario perché - anche in questo fondamentale aspetto - esso possa attivarsi per il bene dei giovani che il Signore chiamerà a questa esperienza. Facciamolo con gratitudine e con fiducia, ponendo così un segno di incoraggiamento.

Nella memoria del santo Curato d’Ars, 4 agosto 2016
                                + Renato, vescovo

Pagina 7 di 21