Graziano Dalla CanevaEcco la lettera con cui il Vescovo di Belluno-Feltre Renato Marangoni comunica la nomina del nuovo Vicario generale della diocesi, don Graziano Dalla Caneva:

Al presbiterio diocesano
al Consiglio pastorale diocesano
al diaconato permanente

Carissimi presbiteri e diaconi,
carissimi consiglieri,

in continuità con la lettera inviata il 13 giugno scorso, dove esprimevo gratitudine a don Luigi Del Favero per il servizio svolto come Vicario generale, intendo ora comunicare con questo ulteriore scritto la scelta che ho maturato di affidare tale delicato servizio a d. Graziano Dalla Caneva, attualmente parroco di San Gregorio nelle Alpi e direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale della scuola.

Il mio grazie più fraterno da don Luigi - la cui vicinanza di spirito, di cura pastorale, di illuminata collaborazione nella guida della diocesi ho ricevuto ininterrottamente - ora si estende alla disponibilità disarmata e stupita con cui don Graziano ha corrisposto al mio pressante invito.
Ma questo stesso grazie lo partecipo a presbiteri, diaconi e laici che in risposta alla mia richiesta di consultazione hanno rasserenato questa mia scelta e l’hanno impreziosita di suggerimenti e indicazioni di sorprendente sensibilità umana e pastorale. Quanto ricevuto non potrà non trasfondersi e arricchire il cammino che stiamo condividendo come Chiesa «il cui futuro è nel Vangelo», come prospettano gli orientamenti pastorali per il prossimo anno 2017-2018.

A don Graziano giunga un caloroso incoraggiamento: posso assicurare che certamente proviene da quanti hanno risposto alla consultazione avvenuta. Le significative attese che ho colto nei suggerimenti ricevuti fanno pensare che lo stesso incoraggiamento sia condiviso in diocesi. I tratti di pastoralità, di relazionalità, di ponderatezza e di capacità collaborativa a tutti i livelli con cui ci si immagina la figura del Vicario generale tracciano anche un percorso di servizio e di ministerialità per tutti.
Ho proposto a don Graziano di scegliere come domicilio il vescovado in modo che sia facilitata la possibilità di comunicazione e sia favorito lo stile di fraternità. Nei prossimi giorni sarà possibile precisare tempi e modalità del «passaggio di testimone». Un momento importante sarà l’Assemblea diocesana programmata per domenica 8 ottobre, al pomeriggio.

Sono certo che questo momento è sorretto dalla preghiera del Presbiterio e di tutte le comunità parrocchiali.

Belluno,17 agosto 2017
+ Renato, vescovo

Torna anche quest’anno la festa che «L’Amico del Popolo» organizza insieme al quotidiano «Avvenire» e al gruppo di Belluno dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) a sostegno di una comunicazione sempre più attenta e rispettosa della  dignità dell’uomo. Un appuntamento che è aperto a tutti e che si terrà giovedì 20 e venerdì 21 luglio mettendo insieme, nelle due giornate, tanti stimoli culturali, ma anche ambientali, occasioni di dialogo e di riflessione, ma anche di fraternità e di preghiera.

GIOVEDÌ 20
A CORTINA

Giovedì 20 il ritrovo sarà a Cortina d’Ampezzo, alle ore 18, nella Sala Cultura in Largo Poste. Nell’ambito della rassegna «Una montagna di libri» ci sarà la presentazione del volume  «La sventura di un uomo giusto. Una rilettura del libro di Giobbe» scritto da Luigino Bruni, economista e storico del pensiero economico, con interessi in filosofia e teologia, personaggio di rilievo dell’economia di comunione e dell’economia civile.  Insieme all’autore interverranno alla presentazione il filosofo Salvatore Natoli e il direttore di «Avvenire», Marco Tarquinio. All’appuntamento presenzierà anche il vescovo Renato.

VENERDÌ 21
IN COMELICO

Il secondo momento della festa è stato programmato per il giorno seguente, venerdì 21 luglio, in Comelico. Questo il programma previsto. Alle ore 10 a Santo Stefano di Cadore, nella sala dell’Unione montana di via Udine (al secondo piano delle ex scuole medie) conferenza di Luigino Bruni sul tema: «Economia e futuro: angoscia o speranza?» (all’incontro sarà presente anche il direttore di «Avvenire»). Alle 12.30, sempre a Santo Stefano, pranzo al Monaco Sport Hotel. Alle 14 trasferimento in Val Visdende per una visita guidata. Alle 16 trasferimento a Padola per un’altra visita guidata alla caratteristica e grande «Stua», diga artificiale che rendeva possibile la fluitazione del legname. Alle 17.30 conclusione con la Santa Messa a San Nicolò Comelico, presieduta dal Vescovo Renato e allietata dai canti del Coro Comelico.
Venerdì 21, per favorire la partecipazione anche di chi abita lontano o di chi non ha l’auto, «L’Amico del Popolo» mette a disposizione una corriera che partirà alle ore 7.30 dalla stazione di Feltre e che, lungo il percorso, raccoglierà tutti coloro che si saranno prenotati per poterla utilizzare. Per prenotarsi per il trasporto in pullman e per il pranzo  è necessario chiamare la segreteria dell’Amico del Popolo (tel. 0437940641 – clicca Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per la mail) entro venerdì 14 luglio.

La solennità della Pasqua di Risurrezione è il centro dell’anno liturgico, l’anno della Chiesa. Questa centralità è sottolineata anche dalla struttura del periodo dopo la domenica di Pasqua: il Tempo pasquale. Con questa indicazione i cristiani sono invitati a prolungare nella «celebrazione» e, di riflesso nella loro vita, il grande significato della Risurrezione del Signore. Sottolineo l’uso di una parola nella prima settimana dopo la Pasqua e nelle domeniche seguenti. Non viene usato la parola «dopo», ma la parola «di». Nella prima settimana di inizia con il «lunedì di Pasqua». La domenica seguente è chiamata «domenica seconda di Pasqua» e così tutte le altre domeniche fino alla Solennità di Pentecoste.

UN GIORNO DI OTTO GIORNI

Tutta la prima settimana dopo la Pasqua è vissuta dalla chiesa nelle sue celebrazioni e nella preghiera dell’Ufficio Divino come un unico giorno. La ripresa della vita quotidiana della società, scuola e lavoro, dopo la pausa-vacanza pasquale, è proposta ai cristiani con una intonazione di festa, di una gioia che continua. Il richiamo popolare è soprattutto incentrato sul lunedì che ha, in questo linguaggio, due espressioni. La prima ancor molto usata: «Pasquetta». La seconda con richiamo più religioso, ma ormai in disuso: «lunedì dell’Angelo».
I testi della Messa e del Breviario sono un continuo richiamo alla Risurrezione. La ripetizioni di inni e acclamazioni accanto alla presentazione di diverse sfaccettature del mistero della Pasqua accompagnano questi giorni.
La domenica, seconda di Pasqua, ha lasciato da parte il termine più popolare e usato nel passato: «Domenica in albis», per prendere quello datale da san Giovanni Paolo II: «Domenica della divina Misericordia».
Il primo termine indicava la domenica nella quale i nei battezzati dopo aver utilizzato per tutta la settimana la veste bianca (alba) con la quale erano stati rivestiti dopo l’immersione nella vasca battesimale, riprendevano i loro vestiti normali. La festa della Divina misericordia, molto recente, è stata istituita ufficialmente da san Giovanni Paolo II nel 1992. Egli la fissò per tutta la Chiesa nella prima domenica dopo la celebrazione della Pasqua. Il riferimento di questa festa sono le visioni avute dalla religiosa polacca Santa Faustina Kowalska nelle quali Gesù stesso chiedeva l’istituzione di questa festa. La scelta di questa domenica ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia.

LA GRANDE DOMENICA

I cinquanta giorni che si succedono dalla domenica di Risurrezione alla domenica di Pentecoste si celebrano nella esultanza e nella gioia come un solo giorno di festa, anzi come la grande domenica». Questa espressione usata da S. Atanasio (vescovo e dottore della Chiesa copta di Alessandria del sec. IV) documenta come sia antica la struttura attuale del tempo pasquale e indica lo spirito con il quale era vissuto. In questi giorni, festivi e feriali, si canta in modo del tutto speciale l’«Alleluja». È questa una parola familiare a tutti i cristiani. È un termine di origine ebraica traslitterato in italiano e in tante altre lingue. Alleluia è la parola più gioiosa per i cristiani per esprimere lode e acclamare Dio nella esultanza.
Nel calendario liturgico le domeniche del tempo pasquale si chiamano, come detto domeniche di Pasqua (da IIa a VIIa) perché appaia più evidente che i cinquanta giorni, sono come un solo giorno, o una grande domenica. In questo tempo si celebra anche la solennità dell’Ascensione, quaranta giorni dopo la Pasqua. Nelle nazioni dove la festa è spostata alla domenica (come in Italia), sostituisce la settima domenica di Pasqua.
La domenica di Pentecoste conclude questo sacro tempo di cinquanta giorni.
Particolarmente intensi i testi delle preghiere della Chiesa sia nelle domeniche che nei giorni feriali. Le preghiere proprie di ogni Messa e i prefazi pasquali esprimono la ricchezza teologica e indicano chiaramente la spiritualità pasquale per ogni cristiano.
I brani proposti dalla Liturgia della Parola annunciano l’evento pasquale, il suo significato per la fede, la sua incidenza nella vita di chi incontra il Cristo Risorto.

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