Trento inaugurazione anno di Seminario giovedì 13 ottobreIn un clima raccolto e quasi familiare la comunità del Seminario ha vissuto nel pomeriggio di giovedì 13 ottobre l'inaugurazione dell'anno seminaristico all'insegna della collaborazione fra le diocesi di Trento, Bolzano-Bressanone e Belluno-Feltre. Da quest'anno infatti fra i 13 seminaristi, oltre a un giovane di Bolzano-Bressanone, ci sono anche tre studenti del Seminario gregoriano di Belluno-Feltre. L'arcivescovo Lauro Tisi ha voluto rimarcare che il convergere dei tre seminari non è stato «frutto di una pianificazione pastorale», ma «ce la siamo trovata fra le mani come dono della Provvidenza attraverso i rapporti di amicizia e di comunione, in uno scambio sereno che arricchisce reciprocamente le Chiese locali». E fra le ricchezze nominava anche le famiglie e i parroci dei seminaristi, presenti in gran numero nella chiesa del Seminario, ma anche il gruppo degli educatori (un pensiero a don Lorenzo Zani che ha concluso il suo servizio, sostituito da don Ferruccio Furlan come padre spirituale) e i vescovi emeriti: da monsignor Luigi Bressan, presente all'Eucaristia, al bellunese Andrich e all'altoatesino Golser. La fiducia nell'azione di Dio diventa la direttrice del camminare insieme fra le diocesi, che passa anche dallo stare insieme, «dal ridere un po'insieme» e dallo stimarsi a vicenda, come diceva ancora il Vescovo Lauro.

Livinallongo Ornella19In ogni momento dell’anno, le Discepole del Vangelo della fraternità «Assekrem» di san Giovanni di Livinallongo, accolgono i giovani che desiderano condividere e conoscere quanto è preziosa la vita ordinaria vissuta da Gesù a Nazareth e condivisa da frère Charles de Foucauld. «Fermati per ripartire» è l’invito rivolto a ogni giovane, per vivere insieme tempi di preghiera e contemplazione, mettendo a confronto la vita con il Vangelo; l’esperienza di fraternità quotidiana; l’accoglienza e l’incontro con gli altri nel servizio. La fraternità accoglie piccoli gruppi e giovani che desiderano tempi di ritiro personale; in particolare, suor Elisa e le sue consorelle dedicheranno alle giovani dai 15 ai 19 anni due momenti di preghiera, fraternità e servizio dal 29 al 31 ottobre e poi dal 25 al 27 febbraio 2017. Info: 0436.78.12.63, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

carcere2In programma per sabato 22 ottobre, al Centro congressi «Giovanni XXIII» a partire dalle 8.45, il convegno «La città e le persone recluse. Realtà e partecipazione», organizzato dalla Caritas diocesana di Belluno-Feltre con il patrocinio del Comune di Belluno. È un incontro destinato alla società per dare una visione positiva del ruolo che rivestono le istituzioni penitenziali del territorio per un processo di integrazione dei detenuti: si intende così offrire una conoscenza di quanto accade all’interno delle strutture carcerarie e le positive esperienze di occupazione e formazione in atto nella Casa circondariale di Belluno. Questo, alla luce del fatto che si sta abbandonando l’idea di prigione sinonimo esclusivo di sanzione, per i detenuti, per aver violato le leggi penali: l’obiettivo del convegno  è una maggiore inclusione e integrazione del carcere nella società. Il convegno sarà introdotto dai saluti del Vescovo di Belluno-Feltre Renato Marangoni e dal Sindaco di Belluno Jacopo Massaro. Il primo intervento sarà di Emilio Guerra, garante per i diritti dei detenuti (una figura prevista dalla legge per tutti i Comuni dove ha sede un penitenziario o una Casa circondariale) del Comune di Belluno: Guerra parlerà sul tema «Salute, formazione, lavoro e gruppo volontari». Interviene poi un’assistente sociale dell’Uepe (Ufficio di esecuzione penale esterna), Paola Mastrosimone, che illustrerà i dati sulle pene alternative alla prigione: la detenzione domiciliare, l’affidamento in prova al servizio sociale, il lavoro volontario di pubblica utilità. Attualmente, la Casa circondariale di Belluno segue un centinaio di detenuti in questa modalità, mentre un’ottantina sono i carcerati nelle celle di Baldenich. Questi e altri dati saranno oggetto dell’intervento da Tiziana Paolini, direttrice della Circondariale, al microfono per il terzo intervento della mattinata: seguiranno gli interventi di Mariangela Segat, del Ceis (Centro italiano di solidarietà) e di Marco Slongo del Consorzio sviluppo e innovazione. Alle 11, nella seconda parte del convegno, saranno descritte le facilitazioni  per le aziende introdotte dalla legge Smuraglia 193/2000, la legge che dà agevolazioni alle aziende per poter fare le lavorazioni all’interno del carcere avvalendosi dei detenuti. L’elenco delle ditte che operano in questo modo a Baldenich è già cospicuo: comprende la Bortoluzzi Sistemi spa (assemblaggio di kit di montaggio per mobili), la Cafiero srl (confezionamento di astucci per occhiali), la Fedon spa (controllo qualità prodotti e confezionamento prodotti), l’Unifarco (confezionamento di dépliant pubblicitari), la ditta BieF (cavi elettrici, di Pordenone, entrata in carcere nel marzo 2016), la Redelè srl (assemblaggio di confezioni contenenti occhiali da vista), la Da Rold spa (controllo qualità di astucci per occhiali e confezioni di contenimento degli stessi), l’Elettroplast srl (assemblaggio componenti per macchine da caffè De Longhi), la Tecnoassembly, dell’Alpago. C’è però ancora posto per altre ditte e produzioni. Alle 12, gli interventi conclusivi sono di Ennio Colferai, che descriverà l’attività del progetto «Esodo», in cui interviene la fondazione «Cariverona», e della fondazione «Esodo», recentemente costituita dai tre vescovi di Belluno-Feltre, Vicenza e Verona con i direttori delle rispettive Caritas diocesane. L’ultimo intervento prima delle conclusioni è delle associazioni di categoria, in forma libera, in previsione di un loro diretto e molto importante coinvolgimento.

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