Rino ZoldanNella chiesa arcipretale dei santi Quirico e Giulitta a Castellavazzo sabato 8 aprile in tanti hanno voluto dare l’ultimo saluto al diacono Rino Zoldan, deceduto nelle prime ore di giovedì 6 a «Casa tua due». Ha presieduto le esequie il Vescovo Renato con accanto il vescovo Giuseppe, alla presenza di un nutrito gruppo di sacerdoti e diaconi. Rino Zoldan lascia la moglie Anna Maria e cinque figli con una folta schiera di nipoti. È stato il primo diacono permanente della nostra diocesi e oggi la piccola comunità diaconale di Belluno-Feltre si ritrova ancora più piccola.

Il diacono Rino avrebbe celebrato tra qualche mese il trentesimo anniversario di ordinazione, essendo stato ordinato dal vescovo Maffeo Ducoli l’8 novembre 1987. Quest’anno ricordava anche i sessant’anni di vita coniugale insieme con la sposa Anna Maria e i figli che sono nati dal loro matrimonio: sei, di cui uno, Gianni, venuto a mancare nel 2010, evento doloroso che ha segnato gli ultimi anni della sua vita. 

La famiglia, arricchita da numerosi nipoti e da lui intensamente amata, è stata il primo ambito della sua testimonianza di ministero: per essa era profondamente riconoscente a Dio, dal quale sentiva di avere ricevuto un dono speciale o - come amava dire - una grazia. 

Ha servito nella sua parrocchia di Codissago e nella forania di Longarone come collaboratore pastorale per molti anni, dedicandosi alla liturgia - era noto il suo amore e la sua cura per il canto liturgico - all’annuncio della Parola, svolto anche in quel particolare servizio, cui teneva molto, di una rubrica radiofonica per la radio parrocchiale, all’esercizio della carità. 

Nel servizio della carità ha svolto per molti anni l’incarico di vicedirettore della Caritas diocesana accanto a don Claudio Sacco e si è dedicato particolarmente alla promozione della associazione dei familiari dei malati psichici, di cui avvertiva il forte disagio e lo stato di abbandono da parte delle istituzioni. 

Lo spirito di servizio di cui il diacono Rino ha dato testimonianza era maturato non solo negli anni della sua formazione culturale - da giovane ha frequentato per alcuni anni il seminario, poi più tardi, durante il cammino di preparazione all’ordinazione diaconale, l’Istituto diocesano di scienze religiose - ma anche nell’impegno civile e sociale: come lavoratore all’Enel, come amministratore - era sindaco di Castellavazzo al tempo del disastro del Vajont - come membro dell’associazione degli «zattieri» di Codissago, di cui andava fiero.

Nella chiesa arcipretale dei santi Quirico e Giulitta a Castellavazzo sabato 8 aprile in tanti hanno voluto dare l’ultimo saluto al diacono Rino Zoldan, deceduto nelle prime ore di giovedì 6 a «Casa tua due». Ha presieduto le esequie il Vescovo Renato con accanto il vescovo Giuseppe, alla presenza di un nutrito gruppo di sacerdoti e diaconi. Rino Zoldan lascia la moglie Anna Maria e cinque figli con una folta schiera di nipoti. È stato il primo diacono permanente della nostra diocesi e oggi la piccola comunità diaconale di Belluno-Feltre si ritrova ancora più piccola.

Il diacono Rino avrebbe celebrato tra qualche mese il trentesimo anniversario di ordinazione, essendo stato ordinato dal vescovo Maffeo Ducoli l’8 novembre 1987. Quest’anno ricordava anche i sessant’anni di vita coniugale insieme con la sposa Anna Maria e i figli che sono nati dal loro matrimonio: sei, di cui uno, Gianni, venuto a mancare nel 2010, evento doloroso che ha segnato gli ultimi anni della sua vita.

La famiglia, arricchita da numerosi nipoti e da lui intensamente amata, è stata il primo ambito della sua testimonianza di ministero: per essa era profondamente riconoscente a Dio, dal quale sentiva di avere ricevuto un dono speciale o - come amava dire - una grazia.

Ha servito nella sua parrocchia di Codissago e nella forania di Longarone come collaboratore pastorale per molti anni, dedicandosi alla liturgia - era noto il suo amore e la sua cura per il canto liturgico - all’annuncio della Parola, svolto anche in quel particolare servizio, cui teneva molto, di una rubrica radiofonica per la radio parrocchiale, all’esercizio della carità.

Nel servizio della carità ha svolto per molti anni l’incarico di vicedirettore della Caritas diocesana accanto a don Claudio Sacco e si è dedicato particolarmente alla promozione della associazione dei familiari dei malati psichici, di cui avvertiva il forte disagio e lo stato di abbandono da parte delle istituzioni.

Lo spirito di servizio di cui il diacono Rino ha dato testimonianza era maturato non solo negli anni della sua formazione culturale - da giovane ha frequentato per alcuni anni il seminario, poi più tardi, durante il cammino di preparazione all’ordinazione diaconale, l’Istituto diocesano di scienze religiose - ma anche nell’impegno civile e sociale: come lavoratore all’Enel, come amministratore - era sindaco di Castellavazzo al tempo del disastro del Vajont - come membro dell’associazione degli «zattieri» di Codissago, di cui andava fiero.

Bibione riunione Conferenza episcopale Triveneto 1

I Vescovi del Nordest si sono riuniti in questi giorni - 6 e 7 marzo 2017 - presso la Residenza Santo Stefano a Bibione (Venezia), nella diocesi di Concordia-Pordenone, dove si è tenuta stavolta la periodica riunione della Conferenza episcopale Triveneto. La mattina di martedì 7 marzo, inoltre, hanno vissuto nella chiesa parrocchiale di santa Maria Assunta la celebrazione della Santa Messa, davvero molto partecipata e presieduta dal Patriarca di Venezia e Presidente della Cet Francesco Moraglia, insieme con la comunità locale di Bibione. I Vescovi del Triveneto hanno, in tale occasione, incontrato i membri della Commissione regionale che si occupa di cooperazione missionaria fra le Chiese: è stata questa l'opportunità per fare il punto sull'impegno missionario delle Chiese del Nordest, da ravvivare e riscoprire, sul valore oggi della missione "ad gentes" come paradigma dell'intera vita pastorale della comunità ecclesiale e sul significato attuale dell'esperienza delle persone inviate in missione come "fidei donum". In questi ultimi decenni i numeri, sia italiani che relativi al Nordest, dei missionari di istituti e congregazioni religiose nonché dei "fidei donum" (sacerdoti e laici) impegnati nel mondo sono in calo: i missionari originari delle 15 Diocesi del Triveneto, provenienti da varie congregazioni e istituti di vita consacrata, sono ad oggi 3430 (erano 6050 nel 1990); i preti e laici "fidei donum" sono attualmente 125 (tra questi, oltre ai sacerdoti, ci sono 16 laici e 2 religiose) mentre erano 246 nel 1990. È stata sottolineata, in particolare, la necessità (e l'importanza) di comprendere ed evidenziare sempre più i doni che scaturiscono dalla missione "ad gentes" e che possono aiutare molto le Chiese del Triveneto a "vivere in stato di missione permanente nelle nostre comunità": il dono di riportare continuamente al cuore del Vangelo di Gesù, con i poveri protagonisti e non solo destinatari dell'opera di evangelizzazione, il dono di ricondurre all'essenziale l'esperienza ecclesiale, il dono di mettere a contatto con un mondo fatto di differenze (vistose, vitali e cariche di sfide), il dono di rimandare decisamente all'esperienza di una Chiesa davvero cattolica/universale nella quale ogni singola parte porta e condivide, con tutti, i propri doni. Preziose e, se possibile, da sviluppare maggiormente sono poi le collaborazioni talora già in atto tra più Diocesi nell'esercizio della missione "ad gentes". Durante l'incontro ci si è soffermati anche sulla bella esperienza missionaria triveneta nella Diocesi thailandese di Chang Mai, in particolare attraverso un videomessaggio di don Bruno Soppelsa (sacerdote "fidei donum" di Belluno-Feltre lì presente insieme ad altri preti triveneti). Tra gli altri temi affrontati nel corso dei lavori della riunione: il resoconto dell'attività del Tribunale ecclesiastico regionale triveneto, nel corso del 2016, curato dal Vicario giudiziale mons. Adolfo Zambon che ha messo in rilievo, soprattutto, l'attenzione riservata (specialmente ora a seguito della riforma dei processi di nullità matrimoniale) alla celerità dei procedimenti e ad una sempre maggiore vicinanza ai fedeli, anche per quanto riguarda gli aspetti economici delle singole cause; un approfondimento sulle nuove indicazioni (v. documento della Congregazione della dottrina della fede "Ad resurgendum cum Christo") circa la sepoltura dei defunti, anche e in particolare di fronte alla crescente prassi della cremazione; una riflessione, promossa attraverso i dati e gli elementi informativi riportati dalla Commissione Migrantes del Triveneto, sulle presenze in queste regioni di altre Chiese cristiane e sui rapporti con esse; n aggiornamento sull'attività della Commissione regionale delle comunicazioni sociali e una riflessione generale sulla comunicazione delle Diocesi, mettendo in rilievo poi le possibilità, le problematiche e le prospettive legate alle nuove legislazioni nazionali sull'editoria e sul cinema.

Cpl

La quaresima, tempo di penitenza e di speranza, suggerisce che il cambiamento nella vita è possibile. Non però in modo magico, ma risvegliando e mettendo in moto tutta la persona, in tutte le sue dimensioni, compreso lo spirito. Ecco perché il Centro «Papa Luciani» propone questa settimana, da martedì 14 a venerdì 17 marzo, due ore al giorno di esercizi per questo scopo. C’è una doppia possibilità: pomeridiana (dalle 15 alle 17) o serale (dalle 20 alle 22). Seguendo l’invito del Vescovo Renato Marangoni che ha proposto alla diocesi di Belluno-Feltre di approfondire il testo dell’«Evangelii gaudium» di papa Francesco, i quattro momenti saranno dedicati a «I sì e i no per un rinnovato impegno missionario» (Eg 78ss). La preghiera silenziosa, in cui vivere il proprio rapporto personale con Dio, sarà un ascolto della parola evangelica e gli spunti di meditazione su di essa trarranno linfa dalle riflessioni dell’esortazione apostolica.

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