Florenskij2Si snoda tra settembre e gennaio il percorso di approfondimento culturale che l'Istituto superiore di scienze religiose di Belluno ha chiamato «Sulle spalle dei giganti. Uomini di Dio nostri contemporanei». Gli incontri si terranno in seminario a Belluno dalle 18 alle 19.30. Si comincia martedì 27 settembre con una presentazione di Bernard Haering, il redentorista che ha segnato il rinnovamento della morale dopo il Concilio ecumenico Vaticano II. Lo presenterà don Luigi Del Favero, che ne fu discepolo alla Pontificia Accademia Alfonsiana. Poco meno di un mese dopo, è la volta, giovedì 20 ottobre, di Luigi Sartori, teologo patavino, con la presentazione di don Sandro Panizzolo, ecclesiologo della diocesi di Padova. Lunedì 7 novembre l'Issr dà uno sguardo alla teologia ortodossa con Pavel Florenskij (nella foto), scienziato, matematico e teologo (presenta Natalino Valentini, teologo laico, direttore dell'Issr di Rimini, traduttore e massimo esperto internazionale delle opere del genio russo). La sua presentazione farà da prolusione per l'inizio dell'anno accademico 2016-17. Infine, nell'anno nuovo, mercoledì 18 gennaio ecco Raimond Panikkar, gesuita indiano, grande punto di riferimento per il dialogo interreligioso. «Nell'insieme - scrive il segretario dell'Issr don Francesco Silvestri - percorrere la vita di queste figure dà la percezione del percorso fatto nel '900 dall'intelligenza della fede, e di quanto esso sia stato il frutto della testimonianza personale, talvolta sofferta e perfino eroica, della fedeltà a Cristo e alla chiesa». La partecipazione agli incontri è naturalmente libera e gratuita.

720x450xamatrice terremoto.jpg.pagespeed.ic.nX0XnQZbOkA seguito del sisma che ha colpito il centro Italia, le Caritas diocesane del Nordest (Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia) si sono già mobilitate per una raccolta fondi che culminerà nella colletta nazionale indetta dalla Conferenza episcopale italiana per domenica prossima, 18 settembre. Quanto raccolto, sulla scorta di un’esperienza ormai ultradecennale, sarà utilizzato seguendo le indicazioni delle Caritas e delle chiese locali, in collaborazione con la Caritas italiana. Il criterio di suddivisione utilizzato in questi anni è quello della destinazione con percentuali che vadano a coprire per il 50% interventi di emergenza e ricostruzione/consolidamento (centri di comunità, strutture di aggregazione, oratori, scuole eccetera), per il 25% sostegni economici di varia natura per famiglie e imprese (come il microcredito) e il restante 25% dedicato a supportare le situazioni più fragili (disabili, stranieri, anziani eccetera) che in questi frangenti risultano ulteriormente affaticati. Con questa modalità - solo per ricordare le ultime calamità dell’Aquila e dell’Emilia - in Abruzzo la delegazione Caritas Nordest ha contribuito a costruire la scuola materna ed elementare a Roio, sei appartamenti per anziani, quattro centri di comunità (a Pianola, Civita di Bagno, Bagno e Roio Poggio), il restauro della canonica di Roio Poggio e un progetto di microcredito. In Emilia e altre zone invece, in 14 mesi, si sono potuti aprire quattro centri di comunità (Stuffione, Rivarino, San Felice sul Panaro in provincia di Modena e Calto in provincia di Rovigo), ricostruire un teatro parrocchiale (a Ficarolo in provincia di Rovigo) e ristrutturare un asilo a San Felice sul Panaro. Inoltre si è coperto per nove mesi il costo del noleggio di alcuni moduli abitativi per famiglie in attesa di alloggio nel paese di Camposanto. Per favorire questa prossimità fatta anche di presenza fisica e umana (ricordiamo le decine di volontari Caritas presenti all’Aquila nei mesi successivi al terremoto; particolarmente importante è stata la presenza per oltre un anno e mezzo del diacono di Belluno-Feltre Francesco D’Alfonso come coordinatore di tutti i volontari del Triveneto), la Delegazione Caritas Nordest ha già avviato contatti con le Caritas locali (in particolare le delegazioni Caritas di Umbria, Lazio e Marche) così da avere nel più breve tempo possibile indicazioni operative che permettano di strutturare progetti mirati ed efficaci per le singole comunità e in grado di costruire anche legami significativi, duraturi nel tempo. Chi vuole contribuire (causale «Colletta terremoto centro Italia»), lo può fare inviando direttamente le offerte a Caritas Italiana tramite il conto corrente postale n.347013 intestato a Caritas italiana. Oppure, direttamente nella sede della Caritas diocesana in piazza Piloni,11 a Belluno al terzo piano del Centro «Giovanni XXIII» (uffici aperti dalle 9 alle 12 dal lunedì al venerdì).
Il Conto corrente postale ha per Iban IT57 K 07601 11900 000037921327 ed è intestato a «Diocesi Belluno-Feltre, Caritas Diocesana». Le offerte possono essere versate anche sui conti correnti Unicredit banca (Iban: IT10 C02008 11910 000003490760; intestato a Diocesi Belluno-Feltre, Caritas diocesana) o Banca prossima (Iban: IT33T0335901600100000143821; intestato a Diocesi di Belluno Feltre - Caritas diocesana).

Pieve di Cadore funerali monsignor Renzo Marinello 6Si sono celebrati a Pieve di Cadore, nel pomeriggio di lunedì 5 settembre, i funerali di monsignor Renzo Marinello, arcidiacono del Cadore fino al 2012. Don Renzo era spirato all’ospedale di Pieve la notte tra l’1 e il 2 settembre, nell’anniversario del suo arrivo in Cadore come arcidiacono (aveva iniziato il servizio l’1 settembre 1993). Cinquanta i sacerdoti concelebranti con il vescovo di Belluno-Feltre Renato Marangoni, che ha presieduto la liturgia esequiale (al suo fianco il vescovo emerito Giuseppe Andrich). Il vescovo ha intessuto la sua omelia sul brano biblico della lotta di Giacobbe con l’angelo al guado del fiume Iabbok e ha ricordato la lettera di saluto indirizzatagli da don Renzo alla sua nomina a vescovo di Belluno-Feltre: «una lettera dal contenuto squisito: quella di un uomo di Dio che assicurava un ricordo nella preghiera che, nelle parole della lettera, era detta occupare la maggior parte dei giorni e delle notti». Per l’energia interiore, il vescovo ha paragonato don Renzo a sant’Agostino. Al termine della celebrazione, il Vicario generale don Luigi Del Favero ha preso la parola per ripercorrere il ministero pastorale di don Marinello. Nato a Valle di Cadore il 3 novembre 1930, formato nei seminari diocesani, fu ordinato sacerdote il 2 luglio 1955. Importante nella sua formazione il periodo come vicario parrocchiale a Borca, necessario non per la grandezza della parrocchia, ma per l’assistenza al parroco di allora, oramai quasi cieco. «Fu occasione - ha detto don Del Favero - per dedicare ore e giorni, chiuso in canonica, alla lettura e allo studio di sant’Agostino». Seguì il ministero in Comelico, a Dosoledo, con la fondazione del Coro Comelico, e a Domegge, da cui non si spostò mai: «viaggi o pellegrinaggi non erano nella sua agenda». Dopo Domegge, venne l’esperienza di Longarone, dove le doti organizzative e amministrative e la saggezza pastorale ormai acquisita ebbero modo di manifestarsi, con l’apertura ai nuovi mezzi di comunicazione e la fondazione della radio parrocchiale, che tuttora trasmette. Il Vicario ne ha sintetizzato la figura con queste parole: «fermo nella fede e nella dottrina, ma attento alle relazioni personali». Del periodo a Pieve, è nota la passione per la storia e la cultura della piccola patria e la difesa dell’arcidiaconato: «una difesa che però è quella dell’istituzione; per la propria persona non ha mai chiesto niente, e negli ultimi anni, nella casa paterna a Valle di Cadore, assistito dai suoi familiari, ha chiesto di essere chiamato prè Renzo». Meno noti altri aspetti «che piacerebbero molto anche a papa Francesco»: la cura per i poveri e i profughi, capace di farsi carico anche dei particolari. Dopo la celebrazione, un lungo e composto corteo funebre ha accompagnato la salma di don Renzo alla cappella degli arcidiaconi nel cimitero di Pieve di Cadore.

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