carcere2In programma per sabato 22 ottobre, al Centro congressi «Giovanni XXIII» a partire dalle 8.45, il convegno «La città e le persone recluse. Realtà e partecipazione», organizzato dalla Caritas diocesana di Belluno-Feltre con il patrocinio del Comune di Belluno. È un incontro destinato alla società per dare una visione positiva del ruolo che rivestono le istituzioni penitenziali del territorio per un processo di integrazione dei detenuti: si intende così offrire una conoscenza di quanto accade all’interno delle strutture carcerarie e le positive esperienze di occupazione e formazione in atto nella Casa circondariale di Belluno. Questo, alla luce del fatto che si sta abbandonando l’idea di prigione sinonimo esclusivo di sanzione, per i detenuti, per aver violato le leggi penali: l’obiettivo del convegno  è una maggiore inclusione e integrazione del carcere nella società. Il convegno sarà introdotto dai saluti del Vescovo di Belluno-Feltre Renato Marangoni e dal Sindaco di Belluno Jacopo Massaro. Il primo intervento sarà di Emilio Guerra, garante per i diritti dei detenuti (una figura prevista dalla legge per tutti i Comuni dove ha sede un penitenziario o una Casa circondariale) del Comune di Belluno: Guerra parlerà sul tema «Salute, formazione, lavoro e gruppo volontari». Interviene poi un’assistente sociale dell’Uepe (Ufficio di esecuzione penale esterna), Paola Mastrosimone, che illustrerà i dati sulle pene alternative alla prigione: la detenzione domiciliare, l’affidamento in prova al servizio sociale, il lavoro volontario di pubblica utilità. Attualmente, la Casa circondariale di Belluno segue un centinaio di detenuti in questa modalità, mentre un’ottantina sono i carcerati nelle celle di Baldenich. Questi e altri dati saranno oggetto dell’intervento da Tiziana Paolini, direttrice della Circondariale, al microfono per il terzo intervento della mattinata: seguiranno gli interventi di Mariangela Segat, del Ceis (Centro italiano di solidarietà) e di Marco Slongo del Consorzio sviluppo e innovazione. Alle 11, nella seconda parte del convegno, saranno descritte le facilitazioni  per le aziende introdotte dalla legge Smuraglia 193/2000, la legge che dà agevolazioni alle aziende per poter fare le lavorazioni all’interno del carcere avvalendosi dei detenuti. L’elenco delle ditte che operano in questo modo a Baldenich è già cospicuo: comprende la Bortoluzzi Sistemi spa (assemblaggio di kit di montaggio per mobili), la Cafiero srl (confezionamento di astucci per occhiali), la Fedon spa (controllo qualità prodotti e confezionamento prodotti), l’Unifarco (confezionamento di dépliant pubblicitari), la ditta BieF (cavi elettrici, di Pordenone, entrata in carcere nel marzo 2016), la Redelè srl (assemblaggio di confezioni contenenti occhiali da vista), la Da Rold spa (controllo qualità di astucci per occhiali e confezioni di contenimento degli stessi), l’Elettroplast srl (assemblaggio componenti per macchine da caffè De Longhi), la Tecnoassembly, dell’Alpago. C’è però ancora posto per altre ditte e produzioni. Alle 12, gli interventi conclusivi sono di Ennio Colferai, che descriverà l’attività del progetto «Esodo», in cui interviene la fondazione «Cariverona», e della fondazione «Esodo», recentemente costituita dai tre vescovi di Belluno-Feltre, Vicenza e Verona con i direttori delle rispettive Caritas diocesane. L’ultimo intervento prima delle conclusioni è delle associazioni di categoria, in forma libera, in previsione di un loro diretto e molto importante coinvolgimento.

Convegno clero 2010 sala Perotto Panizzolo 14Si avvicina il secondo dei quattro incontri del ciclo «Sulle spalle dei giganti. Uomini di Dio nostri contemporanei» promosso quest'anno dall'Istituto superiore di scienze religiose. La popolazione, almeno quella del capoluogo, ha accolto con interesse la proposta e mostrato apprezzamento per il primo incontro, tenuto sul teologo moralista padre Bernard Haring lo scorso 27 settembre. Questo secondo appuntamento si terrà giovedì 20 ottobre, dalle 18 alle 19.30 in Seminario a Belluno, nell'aula media del chiostro d'ingresso. Sarà ospite l'ecclesiologo don Sandro Panizzolo (nella foto), che presenterà don Luigi Sartori, bellissima figura di uomo, credente e teologo, morto nel 2007 all'età di 83 anni, sacerdote della diocesi di Padova, partecipante al Concilio come perito, teologo tra i più noti in Italia, per lunghi anni docente di ecclesiologia e sostenitore convinto della causa ecumenica. Così diceva in una delle sue ultime interviste: «La chiesa è ormai dentro il mondo e deve esserci con la capacità di fare da collante, e di dar voce soprattutto ai poveri. Ciò che Lumen gentium già diceva profeticamente, che l’unità in Cristo deve presupporre gli altri tre tipi di unità (sociale, tecnica e culturale), la chiesa non lo deve solo annunciare, ma anche realizzare». Il terzo incontro della serie si terrà lunedì 7 novembre, in occasione della prolusione per l'inizio dell'anno accademico 2016-17.

vincenzo antonelliSi terrà venerdì 14 ottobre alle ore 20.30 nella sala «Muccin» del Centro congressi «Giovanni XXIII» di piazza Piloni a Belluno l’incontro pubblico aperto a tutti dal titolo «Referendum costituzionale, una bussola per orientarsi». Organizzato dall’«Amico del Popolo» e dall’Azione cattolica di Belluno-Feltre, l’appuntamento si propone di fornire tutte le informazioni possibili perché ciascun elettore possa recarsi all’appuntamento referendario del 4 dicembre con consapevolezza, dopo aver maturato in scienza e coscienza, e non solo di “pancia”, la scelta per il «sì» o per il «no». Protagonista dell’incontro sarà il professore universitario Vincenzo Antonelli, docente di diritto amministrativo all’Università Luiss (Libera università internazionale degli studi sociali) di Roma. L’iniziativa dell’Amico del Popolo e dell’Azione cattolica diocesana nasce dalla necessità di garantire a tutti un’adeguata informazione, per aiutare a capire ciò che bolle in pentola, i cambiamenti che verrebbero introdotti in caso di una vittoria dei «sì» al referendum e anche le conseguenze che questi cambiamenti potrebbero produrre sulla vita della Nazione. Anche la scelta di un profilo di studioso di diritto amministrativo è voluta nell’intento di aiutare a capire i pro e i contro della riforma.

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