Funerali monsignor Sergio Manfroi

Sono stati celebrati nella Cattedrale di Belluno martedì 30 aprile i funerali di monsignor Sergio Manfroi, morto a 86 anni domenica pomeriggio all'ospedale «San Martino» di Belluno dopo breve malattia. A concelebrare il Vescovo di Belluno-Feltre, monsignor Giuseppe Andrich, il vescovo di Maralal in Kenyia monsignor Virgilio Pante (già allievo di don Sergio nel Seminario gregoriano di Belluno), i canonici della Cattedrale di Belluno, del cui collegio don Sergio aveva fatto parte per molti anni, e quasi cento sacerdoti di tutta la diocesi. Tra i vari aspetti del lungo ministero sacerdotale di don Sergio, durato per 63 anni, dal 1950 ad oggi (fino a venerdì 26 pomeriggio monsignor Manfroi era stato impegnato nella benedizione delle famiglie nelle case di Chies d'Alpago, dove era parroco), il vescovo Andrich ha ricordato la capacità di vivere la comunione sacerdotale, grazie a un'intensa amicizia con molti sacerdoti di cui era stato cappellano (monsignor Emilio Palatini, don Bernardo Tomaselli) o con cui aveva saputo coltivare e continuare legami di amicizia. Cantori del coro Ctg, diretto da don Sergio fino a poco prima di morire, hanno accompagnato la liturgia funebre. Lunedì sera, nella chiesa di san Pietro a Belluno, dove era stato ordinato sacerdote, il vicario generale, don Luigi Del Favero, ha presieduto una veglia di preghiera.

SavioDucoli13 05 03Nevegal(10 settembre 2012) - Quasi al completo le iscrizioni per il pellegrinaggio diocesano a Roma nel trentaquattresimo anniversario della morte di papa Luciani, avvenuta nel Palazzo apostolico il 28 settembre 1978. Monsignor Giuseppe Andrich, vescovo di Belluno-Feltre, celebrerà venerdì 28 nella Basilica vaticana la Santa Messa, al termine della quale il gruppo dei pellegrini scenderà nelle Grotte vaticane per l'omaggio al monumento funebre di Giovanni Paolo I.

lucia bellaspigaNon si direbbe che la fede e l’incredulità abbiano bisogno l’una dell’altra, eppure, se una cosa risulta facilmente credibile,difficilmente essa sarà per noi molto attraente; invece accade che, quanto più una realtà si presenti incredibile, tanto più essa attira il nostro interesse e la nostra attenzione: potremmo dire che attrae quella particolare sensibilità che è propria della fede. Certo, non qualunque cosa incredibile accende il senso della fede, ma è vero che la fede si sposa volentieri con realtà all’apparenza inverosimili.

L'Anno della fede, che è iniziato lo scorso 11 ottobre, per noi di Belluno-Feltre porta con sé una edizione straordinaria del "Convegno di Quaresima"; è in calendario per la serata di giovedì 7 marzo al Teatro comunale di Belluno. In dialogo, nella tavola rotonda moderata da don Rinaldo Ottone, saranno Vittorino Andreoli, psichiatra, e Lucia Bellaspiga, giornalista di "Avvenire". Il tema è d’obbligo – la fede appunto –, ma la guida non lo è affatto, anzi, potrà sembrare ad alcuni insolita, se non addirittura inopportuna. Si tratta di Dino Buzzati. Una simile scelta, benché inconsueta, segue in realtà un’intuizione del cardinale Carlo Maria Martini: «Ciascuno di noi ha in sé un credente e un non credente che si interrogano a vicenda». La frase si adatta perfettamente alla serata di giovedì 7 marzo, che ha per titolo «Uno ti aspetta. Dino Buzzati testimone dell'incredulità e della fede nell'uomo contemporaneo».

 

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