Convegno clero 2010 sala Perotto Panizzolo 14Si avvicina il secondo dei quattro incontri del ciclo «Sulle spalle dei giganti. Uomini di Dio nostri contemporanei» promosso quest'anno dall'Istituto superiore di scienze religiose. La popolazione, almeno quella del capoluogo, ha accolto con interesse la proposta e mostrato apprezzamento per il primo incontro, tenuto sul teologo moralista padre Bernard Haring lo scorso 27 settembre. Questo secondo appuntamento si terrà giovedì 20 ottobre, dalle 18 alle 19.30 in Seminario a Belluno, nell'aula media del chiostro d'ingresso. Sarà ospite l'ecclesiologo don Sandro Panizzolo (nella foto), che presenterà don Luigi Sartori, bellissima figura di uomo, credente e teologo, morto nel 2007 all'età di 83 anni, sacerdote della diocesi di Padova, partecipante al Concilio come perito, teologo tra i più noti in Italia, per lunghi anni docente di ecclesiologia e sostenitore convinto della causa ecumenica. Così diceva in una delle sue ultime interviste: «La chiesa è ormai dentro il mondo e deve esserci con la capacità di fare da collante, e di dar voce soprattutto ai poveri. Ciò che Lumen gentium già diceva profeticamente, che l’unità in Cristo deve presupporre gli altri tre tipi di unità (sociale, tecnica e culturale), la chiesa non lo deve solo annunciare, ma anche realizzare». Il terzo incontro della serie si terrà lunedì 7 novembre, in occasione della prolusione per l'inizio dell'anno accademico 2016-17.

vincenzo antonelliSi terrà venerdì 14 ottobre alle ore 20.30 nella sala «Muccin» del Centro congressi «Giovanni XXIII» di piazza Piloni a Belluno l’incontro pubblico aperto a tutti dal titolo «Referendum costituzionale, una bussola per orientarsi». Organizzato dall’«Amico del Popolo» e dall’Azione cattolica di Belluno-Feltre, l’appuntamento si propone di fornire tutte le informazioni possibili perché ciascun elettore possa recarsi all’appuntamento referendario del 4 dicembre con consapevolezza, dopo aver maturato in scienza e coscienza, e non solo di “pancia”, la scelta per il «sì» o per il «no». Protagonista dell’incontro sarà il professore universitario Vincenzo Antonelli, docente di diritto amministrativo all’Università Luiss (Libera università internazionale degli studi sociali) di Roma. L’iniziativa dell’Amico del Popolo e dell’Azione cattolica diocesana nasce dalla necessità di garantire a tutti un’adeguata informazione, per aiutare a capire ciò che bolle in pentola, i cambiamenti che verrebbero introdotti in caso di una vittoria dei «sì» al referendum e anche le conseguenze che questi cambiamenti potrebbero produrre sulla vita della Nazione. Anche la scelta di un profilo di studioso di diritto amministrativo è voluta nell’intento di aiutare a capire i pro e i contro della riforma.

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Una vocazione, quella di Bernard Haering, che esce dalla Baviera cattolica del secolo scorso, pura come un torrente sgorgato da un nevaio; e che nel suo percorso ha saputo attraversare coerente a se stessa il secolo breve e le sue contraddizioni. È una pennellata, questa, dell’ampio ritratto proposto, in Seminario a Belluno, agli studenti dell’Istituto superiore di scienze religiose e a chi ha voluto intervenire martedì scorso, 27 settembre, da don Luigi Del Favero: al grande moralista del ventesimo secolo è stata dedicata la prima delle quattro conferenze del ciclo «Sulle spalle dei giganti: Uomini di Dio nostri contemporanei».
I cenni biografici hanno fatto rivivere la figura di una famiglia numerosa, con molte vocazioni sacerdotali e religiose, capace di reagire al nazismo come un antibiotico alla malattia. Arruolato suo malgrado, il giovane Haring, già religioso e sacerdote, fu destinato alla Russia e visse l’assedio e la disfatta di Stalingrado. Studente a Roma, attento alla vita pastorale delle borgate, partecipò come «perito» al Concilio Vaticano II e intervenne nella redazione, soprattutto, di Gaudium et spes. Dopo il Concilio, ne divenne l’apostolo in tutti i continenti, con pubblicazioni di spessore e di successo, senza trascurare i mass media: i lettori di «Famiglia cristiana» aspettavano sulle pagine del settimanale la sua rubrica, di cui fu fedele estensore.
Tre sono i libri che hanno scandito la vita di padre Bernard Haering. Nel 1954, ben prima del Concilio, esce «La legge di Cristo», in tre volumi, non rivoluzionari per i contenuti, divisi in tre temi: sequela, carità, regno di Dio, con l’appendice della vocazione ma per il metodo. Tutta la morale del cristiano era esposta nello schema chiamata-risposta. La teologia ufficiale, negli anni in cui ancora non si parlava nemmeno di un Concilio, aveva guardato quest’opera con sufficienza, quasi un’opera da leggere per la devozione personale.
Nel 1967, a due anni dalla Conclusione del Concilio, esce «Shalom», pubblicato in edizione economica dalle Paoline, fu letto e apprezzato soprattutto dai confessori, che si trovarono ben più a loro agio nella veste, proposta da Haering, di celebranti di un sacramento piuttosto che, come si diceva allora, di giudici. È l’opera che più esprime l’Haering religioso redentorista e la sua affinità con il fondatore, sant’Alfonso Maria de’ Liguori.
L’opera matura è «Liberi e fedeli in Cristo», che uscì dal 1978 al 1981. Esposizione organica e sistematica di tutta la teologia morale, presenta già nell’indice l’esposizione di un atteggiamento rinnovato: appaiono i temi della coscienza, la libertà, l’opzione fondamentale fino ai temi della pace, della non violenza, dell’ecologia, non contemplati, per lo più, dalla morale precedente, sintonizzata sui comportamenti del singolo. E si intravvede la bioetica, che Haring chiamava “etica medica” e che venne da lui insegnata a Washington nella prima cattedra universitaria dedicata a questi argomenti.
Nella sua vita, padre Haring è stato il bersaglio di molte critiche: la teologia scientifica gli ha rimproverato un quadro filosofico di riferimento sfuocato se non eclettico; molti suoi lettori gli hanno rinfacciato la fondazione della morale su una base teologica, proprio nel momento storico in cui la cultura occidentale stava prendendo congedo dalla religione. A questo fuoco incrociato ha risposto con la vita l’umile figura del padre, che esce dalla storia a testa alta, come un esploratore cui il cartografo può rimproverare il dettaglio, ma non la direzione, di un percorso sconosciuto e finalmente aperto. Haering ha comunque delimitato il terreno comune ai credenti di tutte le religioni e ai non credenti per la fondazione della morale. Ed è il campo della coscienza: nella fedeltà alla coscienza, come si legge in Gaudium et spes 16, i cristiani «si uniscono agli altri uomini per cercare la verità e per risolvere secondo verità numerosi problemi morali, che sorgono tanto nella vita privata quanto in quella sociale». Gaudium et spes 16 è citata in Amoris laetitia; e infatti l’eco più bella del pensiero di Haering si ripropone come il tema in una fuga bachiana nel magistero di papa Francesco. A mo’ di esempio, padre Haering diceva spesso: «è inutile cercare frutti di conversione dove non si è seminata la gioia del Vangelo», cioè, Evangelii gaudium.

Il prossimo incontro per «Sulle spalle dei giganti. Uomini di Dio nostri contemporanei» sarà il 20 ottobre in Seminario, con don Sandro Panizzolo a far rivivere la figura e l'opera di don Luigi Sartori: Panizzolo è stato discepolo di monsignor Sartori nel Seminario di Padova.

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