Convegno idr(28 giugno 2012) - Si è chiuso oggi al Centro «Papa Luciani» con la celebrazione eucaristica presieduta dal Vicario generale il convegno degli insegnanti di religione della diocesi di Belluno-Feltre. I 79 iscritti, guidati dal direttore dell'Ufficio per l'educazione, la scuola e l'università don Graziano Dalla Caneva (nella foto, a sinistra) hanno ascoltato martedì la relazione del biblista don Mirko Pozzobon su «Povertà e carità nella Bibbia». Martedì pomeriggio, intervento di Angelo Paganin su «Povertà e volontariato in provincia» e di Cesare Lasen, direttore dell'Ufficio per la cultura e gli stili di vita in montagna, sul «Cammino delle Dolomiti». Il resto del convegno è stato dedicato all'ascolto delle associazioni e delle realtà che si occupano di volontariato in diocesi, dal Centro missionario ai gruppi «Insieme si può...», e ai laboratori per la stesura di una unità di apprendimento per competenze sulle tematiche del volontariato, della solidarietà e dell'accoglienza. Tra le comunicazioni del direttore don Dalla Caneva, l'invito a sentirsi «espressione di una diocesi», oltre che portatori di professionalità educativa, da cui consegue la necessità di un aggiornamento costante, e l'invito all'attenzione sulla proposta didattica alle superiori. «Per le scuole superiori, la diocesi di Belluno-Feltre - ha detto don Dalla Caneva - è indietro nella percentuale degli avvalentisi dell'insegnamento della religione rispetto alle diocesi del Veneto».

web Convegno catechisti istituto AgostiDomenica 20 gennaio poco meno di cinquecento catechisti dell'iniziazione cristiana di tutte le zone della diocesi di Belluno-Feltre sono convenuti all'istituto salesiano «Agosti» di Belluno per la dodicesima edizione del loro Convegno annuale, sul tema «Io sono Giuseppe, fratelli! E' ancora vivo mio padre?», in cui in filigrana al celebre racconto biblico si leggevano i temi della Nota pastorale per il 2012-2013 del vescovo Andrich, «Nella fede cerco i miei fratelli». In una giornata scandita secondo un ritmo collaudato di preghiera, sedute plenarie, lavori di gruppo, l'introduzione ai lavori è stata presentata da don Francesco Santomaso, direttore dell'Ufficio catechistico diocesano. I lavori di gruppo sono stati presentati da don Luciano Todesco e le relazioni bibliche da don Mirko Pozzobon. «La storia di Giuseppe - ha detto don Mirko Pozzobon - si realizza due volte: in ambito ebraico e in ambito cristiano; la figura di Giuseppe in un certo modo annuncia quella di Gesù Cristo». Facendo il punto dell'esegesi contemporanea del brano, don Pozzobon, che sta ultimando il dottorato in teologia biblica nelle università pontificie, ha sottolineato come «tutte le relazioni famigliari, all'inizio della vicenda, sono relazioni malate: le preferenze del padre Giacobbe, l'invidia dei fratelli, il narcisismo del protagonista sono lì a dimostrarlo. Nella trama di rivelazione, la vicenda diventa poi una storia di guarigione delle relazioni familiari, una novella di salvezza».

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